martedì 30 aprile 2013

TIRIAMO LE SOMME?



PicMonkey Collage1 Liberi di non crederci: ma in questo momento, preferirei essere altrove. 
Perchè tirare le somme su quello che, finora, è il fiasco più clamoroso dello StarBooks, di gran lunga più eclatante della non brillantissima My Little Kitchen in Paris di  Rachel Khoo (ad oggi il libro meno affidabile della nostra biblioteca) è un compito tutt'altro che piacevole. 
E' chiaro che non era prevista, una simile debacle. Cercavamo un titolo importante, per inaugurare il nuovo blog, lo cercavamo fra quelli italiani, per rispondere alle sempre più pressanti richieste dei nostri lettori e Se vuoi fare il figo sembrava corrispondere in pieno a questi requisiti. Senza contare la fama del suo autore, che per noi rappresentava l'assoluta garanzia di un inizio scoppiettante, divertente, esaltante, quale avremmo voluto che fosse l'incipit della nuova avventura sul web. Evidentemente, ci siamo sbagliate. 
O meglio: siamo state ingannate.
Prese in giro.
Turlupinate.
Perchè, vedete, non è che quando si sceglie un libro per lo SB ci si basi su parametri differenti da quelli che si adottano ogni qualvolta si decide di acquistare un libro, anche al di fuori dalle finalità del nostro progetto: le spie sono le stesse, sempre: l'affidabilità dell'autore, la serietà della casa editrice, le dichiarazioni di intenti che solitamente campeggiano in copertina. In più, le Starbookers li discutono, i titoli scelti: e laddove non arriva l'intuizione dell'una, c'è sempre un'altra pronta a suggerire, a raddrizzare, a trovare il difetto o il pregio che poteva essere sfuggito.
Un lavoro di squadra, fatto da maniache esperte, con un collaudo di oltre due anni.
Di conseguenza,  se finora, salvo l'eccezione di cui sopra, siamo sempre andate a colpo sicuro, questo ci fa presumere che non siano i nostri criteri di selezione ad essere errati, quanto l'uso distorto che se ne è fatto, nello specifico di questo libro.

Le ricette delle Starbookers
Savoiardi (Patty)
Pasta e fagioli (Cristina)
Arancini (Mapi)


Alzi la mano chi, vedendo Carlo Cracco in copertina, non si sarebbe aspettato un'opera intrisa di quelle peculiarità che hanno fatto di lui uno degli chef più quotati d'Italia- vale a dire, una concezione del cibo  colta, alta, raffinata e nel contempo di spessore, quale è quella che vien sbandierata ogni qualvolta si parla di lui, che si tratti di recensioni gastronomiche per pochi o di battute da siparietto televisivo, per il resto del mondo. 
Alzi la mano chi, leggendo "Rizzoli", avrebbe dubitato della serietà di un lavoro redazionale degno di questo nome- e cioè attento, preciso, elegante. 
E alzi la mano, infine, chi, leggendo in copertina "imparare a cucinare in 60 ricette", non avrebbe pensato ad una sorta di corso di cucina per principianti, a maggior ragione se la "quarta" rincarava la dose, promettendo l'insegnamento di tutto lo scibile culinario, con tanto di porche figure annesse.
Quello che è accaduto, è sotto gli occhi di tutti. Lo avete visto ogni giorno, da tre settimane- e soffermarcisi oltre non lenirebbe in alcun modo la nostra arrabbiatura. 
Quello che invece non si è visto, celato com'era fra le righe di una prosa scalcagnata e naive, è stato il modo con cui Cracco ha trattato i suoi lettori, dalla prima all'ultima ricetta.
Altezzoso.
Strafottente
Spocchioso.
E' stato altezzoso, quando ha omesso spiegazioni doverose, dando per scontate tecniche che un principiante è lontanissimo dall'aver acquisito; strafottente, quando  ha messo sotto ai piedi  la dignità della tradizione gastronomica del nostro Paese, stravolgendo ricette a suo piacimento, senza mai degnarsi di ricordare che l'originale è tutta un'altra cosa; ed è stato spocchioso ogni volta che si è infischiato della lingua italiana, abbruttita da una prosa scalcinata e scorretta,  sprezzante delle più elementari regole della grammatica e della sintassi.
A dirla tutta, è stato ingannevole pure il peraltro pessimo titolo. Se al posto di "Se vuoi fare il figo, usa lo scalogno", ci fosse stato scritto "Se non sai cucinare, sono affari tuoi", il vero messaggio del libro sarebbe arrivato in maniera più forte e più incisiva: quanto meno, ci saremmo messe il cuore in pace, sin dall'inizio. E il libro sarebbe rimasto dove doveva stare, vale a dire a prender polvere sugli scaffali delle librerie.
Quelle degli altri,  sia chiaro.



Un'ultima annotazione, legata allo stile. Chi scrive non ha mai considerato la conoscenza della lingua italiana un parametro per misurare la caratura professionale di chi si occupa di tutt'altro. Ai tempi delle barzellette su Totti, ero una dei pochi che lo difendeva dalle accuse di ignoranza, sostenendo che quello che si richiede a un calciatore è di buttarla dentro, non certo di recitare le terzine di Dante a memoria.
Lo stesso vale per Cracco: è uno chef- e non è tenuto a parlare un italiano forbito. 
A meno che non decida di scrivere un libro. 
Perchè, in quel caso, le cose cambiano. 
Eccome se cambiano. 
Forse che, quando un concorrente di Masterchef presenta un piatto sbagliato, si chiude un occhio, perchè la sua professione non è quella del cuoco?
Mutatis mutandis, il principio è lo stesso: non è che ci si possa scandalizzare a senso unico, solo se ci si chiama Cracco e se l'ambito che viene violato è quello della cucina.
Se vuoi fare il figo, cioè, impara l'Italiano. 
Perchè se  scrivi un libro, lo metti sul mercato, imponi un prezzo di copertina, devi mostrare rispetto: per quello che scrivi, per come lo scrivi. E, in ultima analisi, per chi lo scrivi. Che merita rispetto, ancor più della materia trattata e dello stile usato per raccontarla: quel rispetto che gli deriva dall'essersi fatto tuo lettore, dall'essersi fidato delle tue promesse, dall'aver investito del denaro (perchè se un libro è sempre un investimento, un manuale di cucina lo è di più) per scegliere, fra le tante, l'opera che hai scritto tu-e tu solo.
Acquistare un libro, insomma, è un atto di fiducia.
A volte, anche d'amore.
E non c'è dolore più grande che l'essere presi in giro da chi pensavi che questa fiducia, questa stima, questo amore, se li potesse meritare.
Adieu, chef.
A mai più.

Alessandra Gennaro

P.S. Ricordo che domani per il resto del mondo è il I maggio, Festa del Lavoro. Per noi, invece, è il I Maggio- primo mercoledì del mese, Festa dello Starbook- Redone. Vi aspettiamo qui, con le vostre ricette!

55 commenti:

  1. Ale, chapeau.
    Hai espresso alla perfezione il sentimento di noi Starbooker e - ne sono sicura - di quella maggioranza silenziosa degli acquirenti del libro che, leggendolo, lo hanno trovato pessimo, ma che non hanno avuto il coraggio di dirlo perché "chi sono io per dire che Cracco ha scritto un pessimo libro".

    Hai centrato anche gli aggettivi. Quell'altezzoso ad esempio: in tutto il libro si parla di olio evo, mia sorella mi ha chiesto che tipo di olio fosse. Io nel mio piccolo non uso mai abbreviazioni simili sul mio blog, perché chiunque entri e legga deve capire di cosa sto parlando. Cracco no: se ne infischia della competenza dei suoi lettori fin dalla lista (peraltro spesso incompleta) degli ingredienti.

    Ma una nota di biasimo va anche alla casa editrice, che ha presentato un'opera fatta male ed editata peggio, con cross-references sbagliate.

    Un bacione e... speriamo di non incappare mai più in un libro del genere!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Spes ultima dea, no? e affidiamoci a quella!

      Elimina
  2. Quest' "adieu chef" è una sorta di esorcismo, un auspicio e la speranza di non incappare mai più in un libro del genere ed in una delusione così tanta. Il tuo tiriamo le somme è assolutamente perfetto: ho la sensazione pulsante che verrà letto non solo dal nostro entourage di appassionate, ma anche da qualcuno che nell'ambiente dell'editoria ci lavora e ci vive. La Ola di sfegatate Cracchiane mai nascosta da chi come me ha sempre seguito il Masterchef per eccezione, si è improvvisamente ammosciata in una tristerrima caduta di braccia. E non solo.
    Sempre grandissima ed unica.
    Pat

    RispondiElimina
    Risposte
    1. migliore epitaffio non si sarebbe potuto scrivere.
      Giro al mittente il sempre grandissima etc etc!

      Elimina
  3. Adieu.
    Addirittura romantico, come saluto definitivo a chi spero di non incontrare gastronomicamente mai più!

    Sempre impeccabile, Ale.

    RispondiElimina
  4. Caspita ora mi è venuta la curiosità di leggermi tutte le altre ricette, ho letto solo quelle delle arancine e dei panini :-D
    Quindi in conclusione questo libro rispecchia tutta l'altezzosità che abbiamo visto a Masterchef, che poi io in fondo in fondo penso che abbia scelto quel titolo per il libro perchè lui è profondamente convinto di essere l'unico figaccione dell'universo eh? .-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. tu mi fai morire dal ridere, sempre :-)
      ma leggile, le altre ricette: c'è da divertirsi e da imparare, specie in tutti gli interventi in corner che hanno fatto le Starbookers :-))

      Elimina
  5. Se vuoi fare il figo impara l'italiano: frase geniale e sacrosanta (sul mio piccolo blog non mi permetterei mai di scrivere come fa Cracco in questo libro).
    E sulle ricette in sé ormai non dobbiamo più aggiungere nulla...
    Unisco anche la mia voce al coro di adieu, meno male che questo Starbooks è finito!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ... domani c'è il Redone, veramente... e io avrei ancora una ricettina :-)

      Elimina
  6. Mi sa che oggi a Cracco gli fischieranno le orecchie un bel po’! Condivido tutto quello che hai scritto (e stavolta sorvolo e trattengo lodi sperticate su COME scrivi) con “Se vuoi fare il figo, impara l’Italiano” mi hai stesa, mi son letteralmente ribaltata.
    Spero proprio che Cracco o qualcuno della Rizzoli passi di qua e legga questo articolo, magari riescono a correggere il tiro per la prossima ristampa, prima di sprecare altra carta..
    Sei grande, Ale!
    E un grazie a tutte le fantastiche collaboratrici di Starbooks!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Francy, io spero di no. A noi basta che i nostri lettori abbiano inteso il messaggio. Il resto, sarebbe stress aggiuntivo- ed inutile: perchè intanto non cambierebbe niente. Oggi ero in libreria, ho passato mezz'ora nel reparto dei libri di cucina e alla fine mi veniva da piangere. Dal piattume al pattume (e questo me lo tengo come titolo per un post, dai!!)
      Sempre gentilissima, fin troppo!

      Elimina
  7. concordo quasi su tutto ma non sull'italiano. Credo che sia stata la RIZZOLI a chiedere a Cracco di fare il libro e credo sia COLPA della RIZZOLI o meglio degli editor della Rizzoli se l'italiano fa pena.
    Come ho scritto una volta all'Einaudi, propongo di scrivere alla Rizzoli.
    La cialtronaggine nelle ricette equivale alla cialtronaggine degli editors.
    Scriviamo anche a Carlo Cracco. Saremo voci (MOLTE) fuori dal coro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti rispondo con un aneddoto, di storia vissuta :-)
      Quando ero alle elementari, erano usciti due libri, un ricettario e una raccolta di consigli domestici, che si immaginavano scritti dalle nonne. Erano rilegati in carta marrone, lepagine erano ingiallite e i caratteri erano in corsivo, scritti con l'equivalente di un pennino. qua e là c'erano macchie d'inchiostro e molti disegni. sarebbe potuta essere un'idea interessante, se non fosse stato per gli errori di ortografia, di sintassi, di lessico, di cui erano disseminati. La mia copia, per esempio, si intitolava "la lodevole e UTILEVOLE raccolta..." Mia madre, che ai tempi aveva la tua stessa grinta, aveva preso carta e penna e scritto all'Editore, lamentando la prosa sgrammaticata e scorretta. Le avevano risposto dalle colonne di un giornale, dicendole: "ma cara signora, forse che questi consigli non sono stati scritti da una vecchia nonna?".
      Capisci cosa intendo? Questi son capaci di risponderti che son strategie editoriali, che volevano fare un libro "in presa diretta", restituendo l'immediatezza della vita delle cucine e altre belinate del genere. Credimi: tempo perso. Ahinoi.

      Elimina
  8. Non che mi sia mai passato per la mente di acquistare questo libro, ma ora sono certa che non ci sarà mai nella mia libreria.
    Certo però che gliele avete suonate sto giro...povero chef!
    Baci

    RispondiElimina
  9. Ciao ragazze, per domani vorrei partecipare allo Starbook-Redone ... come devo fare, lo pubblico sul blog e vi lascio qui il link???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. domani pubblichiamo un post, e lì si lasceranno i link. Grazie!!!

      Elimina
  10. che dilusione di diludendo, Cracco! Quando ti ho scartato, sotto l'albero di Natale, regalo di un'amica, ti ho portato subito a letto con me, sul comodino e mi buttavo tra le tue pagine con entusiasmo. Entusiasmo subito spento per tutti i motivi espressi così bene dalla Ale. Ed ora, che ci separano mille mila km, non mi manchi affatto. E mi mancano invece Pellegrino e Martha,

    RispondiElimina
    Risposte
    1. secondo me, a breve ti mancherà anche qualcun'altra... aspetta maggio ;-)

      Elimina
  11. ciao ALe, mi hanno regalato due copie di quel libro ma io non lo avrei comprato per una serie di ragioni: casa editrice Rizzoli, Cracco in copertina, titolo idiota e pessima grafica.
    La dimensione della casa editrice molto spesso è sinonimo di scarsa qualità (in qs caso era ovvio che si trattava di un'iniziativa di mktg), la grafica vecchia e poco curata è proprio perchè il libro è rivolto ad un pubblico 'ignorante' (nel senso che ignore le altre pubblicazioni di cucina), il titolo è accattivamente e il personaggio Cracco non ha fatto altro che cavalcare il momento intascando altri soldi. Quindi su un certo pubblico non avrebbe fatto presa e sono ben contenta che lo abbiate smascherato. Ma come la maggior parte delle cose, la massa non ha mai un gusto raffinato.
    ottimo lavoro ragazze!! :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io non lo avrei comprato, se non ci fosse stato di mezzo lo SB: e questa è l'unica cosa consolante, alla fine: quanto meno, a forza di prendere bidoni, abbiamo imparato a fiutarli!

      Grazie, anche a nome di tutte le Starbookers e mi raccomando: non perderti le prossime puntate!!!

      Elimina
  12. tristissime considerazioni, ma sacrosante. condivido tutto.
    ma sulla lingua italiana vorrei notare che non trattasi di cosa scontata l'equazione scrivo (ovunque anche la lista della spesa) = conosco la grammatica. la grammatica e la sintassi non sono un optional sono delle regole che servono a farsi capire meglio, non è solo spocchia, non è solo voler fare gli intellettuali. è che se una virgola la metti in un posto o in un altro cambia il senso della frase, idem se usi andrò per andrei. cioè io so che qua sfondo un portone aperto e con la Ale ne abbiamo parlato spesso, quindi perdonate lo sfogo, ma chi scrive sul web spesso pensa di potersi permettere qualsiasi cosa e mi deprime il fatto che un editore grosso come Rizzoli sia sulla stessa linea.
    di recente ho bannato dalle mie conoscenze su FB una sedicente blogger di viaggi sgrammaticata che Franti del libro Cuore sembra un accademico della Crusca e a chi sul blog le dice "rileggi" risponde "sei invidioso perché sono famosa". non ce la facevo più a leggerla.
    vabbè mi consolo leggendo tutte voi. un abbraccio e buon lavoro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e io mi consolo leggendo i tuoi libri (preso oggi l'ultimo 101). Ottimo rimedio, no? :-)

      Elimina
    2. a proposito della punteggiatura, vorrei raccontare questa storiella che ho letto sul bel libro di Lynne Truss, "eats, shoots & leaves":

      a panda walks into a cafè. he orders a sandwich, eats it, then draws a gun and fires two shots in the air.
      "Why"? aksk the confused waiter ....... .. The panda produces a badly punctuated wildlife manual and tosses it over his shoulder:
      "Panda". Large black-and-white bear-like mammal, native to China. Eats, shoots and leaves".

      un poco abbreviato ma l'essenza c'è.

      irene

      Elimina
  13. Le critiche solitamente sono scritte per compiacersi della propria competenza o per compiacere un pubblico, quelle di una certa caratura invece non rientrano in nessuna delle due categorie ma hanno una dignità a se che le rende speciali proprio perchè scevre di condizionamenti.
    E'difficile farlo, ma quando ci sono non si può far altro che apprezzarle congratulandosi con l'autrice che ha convogliato sotto la sua penna un lavoro di gruppo che ha la valenza di una scuola di cucina, niente affatto virtuale, ma concreta come poche. Mi ricordate i migliori robot dei cartoon degli anni 80' (di cui io sono grande stimatore), quelli che si componevano di più parti indipendenti per diventare una unità unica ed invincibile. Ecco, volendo romanzarvi con affetto cadrei in quella figura a me più cara. I complimenti sono a te per la traduzione del patchwork gastronomico messo in piedi, altro non dico che altrimenti mi sentirei affettato. " Jeeg Robot d'Acciaio!!!....Miwa... Lanciami i componenti!!!"" :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. dimmi solo dove preferisci che te li lanci- e arrivano ;-)
      è da quando ho letto il tuo commento (pausa pranzo tardiva, verso le tre) che penso a tutti i paragoni a cui son stata sottoposta. Ne ho di ogni tipo (va da sè che finiranno con me nella tomba), ma Jeeg Robot d'Acciao,mi manca.
      Le lame rotanti, però, ce le abbiamo tutte, visto l'uso di frullatori, minipimer, mixer et similia che ormai fan parte del nostro quotidiano.
      e in questi giorni abbiamo avuto anche del'altro, di rotante...ma poi è arrivato il tuo commento- e siamo di nuovo felici.
      L'alzheimer, mi sa... ;-)

      Elimina
  14. ...e ora quel libro che mi hanno regalato a Natale è destinato a essere riciclato?! Ad esempio a una persona antipatica?? A parte gli scherzi, la delusione ricevuta è tanta.

    RispondiElimina
  15. " diffidate dei libri che trattano di quest'arte : sono la maggior parte fallaci o incomprensibili, specialmente quelli italiani ; meno peggio i francesi: al più al più, tanto dagli uni che dagli altri, potrete attingere qualche nozione utile quando l'arte la conoscete"
    come già vi avevvo scritto care amiche dello starbooks questa citazione è di Pellegrino Artusi e credo calzi perfettamente!!! ale la tua recensioni rappresenta perfettamente , elegantemente e intelligentemente la nostra delusione!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. me la tengo in serbo per il prossimo tiriamo le somme... perchè qualcosa mi dice che Pellegrino sarà un ottimo profeta, anche questa volta!!!

      Elimina
  16. Ale, tu riesci sempre ad esprimere quello che è il pensiero di tutte noi Starbookers, e lo fai in modo impeccabile e senza sensazionalismo...
    Questo mese ci siamo prese una bella fregatura... meno male che, da domani, si volta pagina!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io domani ne ho ancora una, per il Redone... ma mi vedo come un naufrago che sta per toccare la riva... il peggio è passato, grazie al cielo!

      Elimina
  17. Appena è uscito questo libro lo volevo assolutamente comprare, volevo vedere che cosa ha da dire uno chef stellato a noi poveri mortali, poi per un motivo o per l'altro mi sono trattenuta e oggi ho definitivamente capito che sono stati i soldi meglio risparmiati della mia vita. Devo dire che non sono rimasta stupita da quello che ho letto, credo che lo chef Cracco si senta uno chef di nicchia e che infondo disprezzi tutto ciò che non è al suo livello, e questo libro ne è l'ennesima conferma. Ieri quando ho letto il post di Mapi sugli arancini siciliani sono quasi caduta dalla sedia dal ridere, ho proprio goduto come un riccio a leggere il post, peccato che lo chef non lo leggerà mai! Comunque aspetto con ansia il prossimo libro!!! Complimenti, continuate così!!!
    Un abbraccio
    Martina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Riprendiamo lunedì 6 maggio: non mancare!

      Elimina
  18. Non ho avuto il "piacere/dispiacere" di leggere il libro, l'ho solamente sfogliato in libreria e rimesso a posto, senza troppi coinvolgimenti emotivi. Non ho seguito molto MasterChef ma quel poco che ho visto mi ha lasciata delusa e profondamente amareggiata: io amo il cibo e tutto quello che ci ruota intorno, ma non amo il pressapoco, l'esagerato, l'esibizionismo, lo spreco ...Ritengo che in questo momento ci sia una totale inflazione di gente che si autonomina Chef, che scrive libri presentandoli per delle Bibbie...(non faccio nomi perchè l'elenco sarebbe lungo e sicuramente dimenticherei qualcuno)...Tra l'altro non è il momento, anche parlando economicamente, di presentare una cucina ricca e sciupona, degli accostamenti impensabili...Cracco è uno dei tanti che sta cavalcando l'onda del momento...ma lo vorrei mettere in tante case dove al giorno d'oggi se pranzano non cenano...Scusatemi lo sfogo, sono andata fuori tema...Buona giornata a tutti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, Giuliana, tutt'altro che fuori tema: anzi, lo hai proprio centrato in pieno, l'argomento. Perchè, vedi, dietro questa realtà virtuale si nascondono anche persone normali- come siamo noi dello Starbooks- che ogni giorno devono far quadrare un sacco di conti, non ultimi anche quelli che riguardano gli aspetti più pratici della vita di tutti i giorni. E' anche per questo che è nato lo Starbook: per riportare con i piedi per terra un fenomeno che ha preso il largo da troppo tempo, facendo rotta verso orizzonti che non gli appartengono. un libro di cucina è, in primis, un manuale. Poi, può essere corredato di bellissime foto e di bellissime storie: ma se contiene delle ricette e se queste sono raggruppate attorno ad un tema, io mi aspetto che le ricette riescano e che il tema venga affrontato e sviluppato nel migliore dei modi. La mia generazione (ho 47 anni) ha avuto come dogma il non sciupare il cibo: e una ricetta che non riesce fa risuonare questi antichi moniti, che rimandano ad un'educazione familiare intrisa di rispetto verso la fonte di sostentamento più faticosa da guadagnare. Se poi ci aggiungiamo il costo del libro, ecco che lo spreco ha il retrogusto frustrante della presa in giro. Che è sempre amaro: ma in questi tempi, ancora di più.
      Grazie infinite, per questo commento

      Elimina
  19. Il titolo, oltre ad essere orrendo, è anche concepito malissimo, perché si rivolge a un lettore di genere "maschile". "Sei vuoi fare il figo" è una scimmiottaura dell'inglese "If you want to be cool..." peccato che in inglese l'aggettivo rimanga neutro e funzioni comunque, in italiano no. E io non comprerò mai un libro che mi dice "sei vuoi fare il FIGO"... (Io? Io non voglio fare il figo!!!!!) Ci voleva un po' più di impegno a concepire il titolo.
    Va beh, al di là di questa paranoia da traduttrice compulsiva, a voi va tutto il mio rispetto per l'ottimo lavoro che avete fatto, siete bravissime!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le stesse considerazioni che avevo fatto all'inizio di questa puntata. Mi sento meno sola :-)
      Grazie a te, sei gentilissima!

      Elimina
  20. ti ricordi la volta che ho fattopostato i corzetti? ho provato a seguire le indicazioni di cracco, ma il sugo alle noci non veniva!!!! ho dovuto allungarlo con acqua di cottura della pasta. li per li ho pensato che fosse colpa mia, che l'olio non era quello ligure che lui suggeriva etc. etc. ora mi sta venendo il dubbio che ho fatto bene io, e male scrisse lui!
    ad ogni modo a me il libro ha dato l'impressione di una persona che è quello che sembra. uno chef che con la scrittura ci azzecchi poco. ma questo non dovrebbe essere il compito della casa editrice?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sì: ma, come dicevo sopra, chi ci dice che alla fine non sia voluta, una scrittura del genere? Personalmente lo trovo mortificante (per i lettori e per la nostra lingua): ma mi sembra così strano, che non ci sia stato nessun editing, che propendo per questaipotesi.

      E comunque, a che serve che sia scritto in modo corretto? l'importante è che le ricette riescano alla perfezione, no? :-)
      e cero che me li ricordo i tuoi corzetti- e GUAI a non allungarei nostri sughi con l'acqua. Sugo di noci e pesto, vanno sempre usati afreddo, e stemperati con un mestolo o due dell'acqua di cottura della pasta. Altrimenti, sai che mappazzone? :-)

      Elimina
  21. Mi dispiace per voi ma sono contenta che tutto è finito e che questo signore...non lo definisco diversamente sia stato smascherato. Io non sono ne una cuoca ne un'esperta di cucina però posso dire che so cucinare ho imparato con la pratica per la famiglia quando inventare un pasto considerando le poche lire in tasca era un problema di molti sopra tutto dopo il 20 del mese. Quante volte marito e figlia negli anni 70 mi dicevano..come hai fatto che non c'era quasi nulla???? Eh nata nel 43, ho visto sempre negli anni 50-60 sul campo di ..battaglia l'arte di arrangiarsi. Detto questo che non centra forse nulla era per dire che, come già scritto a qualcuna di voi l'acquisto di questo libro, mi sono sempre chiesta come cavole riuscivano del ricette a naso era quasi impossibile ma non sono un esperta!!!! Avevo ragione. Mi piacerebbe tanto che questo signore passasse di qua...ma forse qualcuno prima o dopo glielo segnalerà ma nel frattempo il libro è stato venduto, soldi incassati e qualche povera casalinga e non solo dovranno gettare quanto acquista per la cattiva riuscita che sen'altro addebiteranno a loro stesse e quindi vorrei dire. non abbattetevi non siete voi le incapaci ma il signore che in piena malafede ha scritto...!!!!
    Ciaooo ragazze grazie di tutto al prossimo round.
    Edvige
    PS. Scusate il commento lungo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ti farei un monumento, Edvige. altro che "scusate il commento lungo".Grazie a te, per ogni parola che hai scritto. alla faccia di chi vuol fare il figo...

      Elimina
  22. evviva! Questa analisi, e non mi aspettavo niente di meno, è bellissima. Mi piace soprattutto, e faccio una ola, l'ultimo pezzo riguardante la lingua italiana, forse la parte peggiore del libro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No no: la parte peggiore son le ricette, che non riescono. Gliel'avremmo perdonato, l'uso spericolato della lingua italiana, se ci avesse regalato dei piatti spettacolari. invece, in questo modo, gli si ritorce contro, come un carico da undici, al contrario...

      Elimina
  23. beh, anche se non ho seguito proprio tutto, non mi stupisce questa degna conclusione dello starbooks cracchiano! Critica accalorata e sincera, da amante tradita, proprio!! però non perdi la lucidità e la razionalità che un'amante tradita solitamente dimentica confusa dall'ira, sei una professionista seria ma che te lo dico a fa?
    e sono d'accordo con te sull'italiano ma anche questo è un altro argomento spinoso
    Complimenti a tutte, siete strepitose!
    Ciao
    Cris

    RispondiElimina
    Risposte
    1. commento di mio marito, quando l'ha letta: il solito rullo compressore, ma senza le tuote dentate :-)
      Verissimo: ci son rimasta male. Perchè, come tu ben sai ;-), il sensazionalismo non abita qui. Nessuno vuol sbattere il mostro in prima pagina: altrimenti, avremmo l'imbarazzo della scelta. E una o due ricette che non funzionano, fanno parte del gioco. Ma tutte, portano allo stremo (e va bene che mi ha soccorso un eufemismo in corner!!!)

      Elimina
  24. Finalmente...ci mettiamo una pietra sopra? :)
    Mi è piaciuto da morire il tuo addio in francese, molto elegante...
    Concordo sul fatto che non servirebbe a nulla un confronto diretto con l'editore o con l'autore. Giustificherebbero questo schifo di prodotto in qualsiasi modo.
    Mi sono divertita un sacco :)
    Buonanotte!
    Ho appena terminato il post. Lo posso lasciare qui? (domani non so che ne sarà di me)

    http://lasagnapazza.blogspot.it/2013/05/i-falafel-di-yotam-ottolenghi-per-lo.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. come ti dicevo all'inizio di questo SB: ti son mica fischiate le orecchie??? ;-)

      Elimina
  25. Io l'ho acquistato questo libro ma dopo aver visto le vostre ricette mi son cadute le braccia...vabbè cucinando già da un pò diciamo che certe storture le posso raddrizzare con l'esperienza, tipo che non vuoto un armadio per metterci a lievitare il pane ma magari uso il forno spento...ma se una compra il libro per imparare a cucinare acc che disastroooo...vabbè soldi buttati ma come dico sempre questi cuochi strafighi devono dimostrare la loro bravura...che figura adesso lo posso guardare con altri occhi...grazie...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Difatti, Fabi, il punto è proprio questo: se sai cucinare, fai degli aggiustamenti in corso. Ma dal nostro punto di vista, se scrivi un manuale di ricette hai il dovere di essere preciso nelle spiegazioni. E ancora di più, se sulla copertina scrivi chiaro e tondo che l'intento è non "insegnare" (che allora, ci potrebbe essere il dubbio sul livello di partenza dei lettori... si insegna alle elementari come all'universita, ma ovviamente le classi son differenti): ma proprio "imparare a cucinare": quindi, partendo da zero.
      Insomma, in parole povere: ci siam prese un bidone :-)
      Grazie a te per il commento!

      Elimina
  26. Brava Alessandra, era ora che qualcuno dicesse le cose come stanno...a me Cracco non è mai piaciuto, un pallone gonfiato...ho sempre preferito Barbieri, tra i3 "supergiudici" di Masterchef mi è sembrato il più competente, quello che ci tiene davvero ad insegnare l'arte della cucina.
    Il libro di Cracco non l'ho letto ma credo assolutamente a quello che dite, anche perché i libri di cucina pubblicati in Italia generalmente fanno pena, infatti io preferisco quelli stranieri, anche per motivi "professionali"!

    Buona domenica!
    Vale

    RispondiElimina
  27. Felice di come avete tirato le somme. Mi auguro che tutte le amanti di Cracco leggano questo post: il suo fascino non è pari alla sua bravura (almeno nell'insegnare a cucinare qualcosa).
    A questo punto credo ci stia dire: tanto fumo e niente arrosto...

    Alice

    RispondiElimina
  28. Condivido pienamente, anch'io ho comprato il libro con molte aspettative e ne sono stata delusa perché, provando alcune ricette, mi sono resa conto della poca cura e della scarsa attenzione che l'autore ha prestato nello scriverle dando molte cose per scontate, Elisa

    RispondiElimina