mercoledì 20 settembre 2017

CHOCOLATE BUCKWHEAT TORTE


Confesso che ero un po' preoccupata, per questa ripresa dello Starbooks: le ultime ricette testate nei mesi passati non mi erano riuscite, e data la mia scarsa affinità elettiva con i dolci, temevo un altro disastro. Un pensiero però mi ha confortata e sorretta: Martha è affidabile.

Sfogliando il libro con il blocchetto di post-it in mano, mi è capitato quello che succede ad ogni suo libro: segnalibri per ogni dove, voglia di provare un sacco di ricette e, alla fine, difficoltà di scelta.
La scarsità di tempo disponibile mi ha fatto optare per una tortina facile facile, a prova di sweet dummy come me, che prometteva bene. L'unico neo era che richiedeva una teglia dal fondo amovibile di 22 cm di diametro. Io ho 3 teglie di quelle dimensioni, una di pyrex, una antiaderente e una di silicone, e per un attimo ho contemplato la possibilità di acquistarne la versione con fondo amovibile. Poi il buonsenso ha prevalso, e ho optato per quella di silicone.😂

Si tratta in sostanza della versione salutista della torta tenerina, la cui consistenza - sono parole della Stewart - è più soffice di quella della versione classica, grazie all'aggiunta della farina di grano saraceno e delle mandorle tostate e ridotte anch'esse in farina.
Il dolce rimane così gluten-free, come la tenerina classica, ma il sapore risulta più pieno. Sempre la Martha aggiunge che la farina di grano saraceno esalta il lato "adulto", più corposo, del cioccolato.

Attenzione, ho detto che questa è una versione salutista, non dietetica: burro, zucchero e cioccolato sono tutto, tranne che dietetici! Constatarlo e tirare un sospiro di sollievo è stato tutt'uno, perché vi confesso che la moda del senza scoppiata negli ultimi anni, che demonizza alimenti di cui ci siamo cibati per secoli, mi sta parecchio stretta: sono felice che la Martha non sia caduta nella trappola!

Nella ricetta riporto le dosi americane indicate nel libro, e quelle in grammi pesate da me.
Tra parentesi e in corsivo le mie note.

TORTA AL CIOCCOLATO E GRANO SARACENO
Da: Martha Stewart - A New Way to Bake - Potter

1 stick - 1/2 cup - 115 g di burro non salato
6 once - 170 g di cioccolato fondente semidolce (io al 70% di cacao)
1/4 di tazza - 50 g di mandorle pelate e tostate
1/3 di tazza - 45 g di farina di grano saraceno
1/4 di cucchiaino di sale
1/4 di cucchiaino di cannella in polvere
4 uova grandi a temperatura ambiente
1/2 tazza compattata* - 120 g di light brown sugar (fatto con 1 parte di melassa calda e 20 parti di zucchero semolato)
Zucchero a velo
Gelato per servire (facoltativo)

* di solito le misure in cups vengono fatte colmando la tazza dell'alimento prescelto, livellandola poi con un coltello a lama liscia o una spatola. Quando la misura è in tazze compattate, bisogna battere la cup più volte sul piano di lavoro, in modo da compattarne il contenuto - che risulterà leggermente maggiore, quindi si procede a livellarlo.


Preriscaldare il forno a 180 °C (io in modalità statica).
Foderare la teglia con carta da forno e imburrare quest'ultima.
Tostare le mandorle per 10 minuti in forno disponendole su una teglia, quindi farle raffreddare in una ciotola, lasciando il forno acceso.

Fondere a bagnomaria il cioccolato spezzettato e il burro, mescolare per amalgamarli e farli intiepidire.

Mettere le mandorle raffreddate nel robot da cucina e, usando il tasto pulse, ridurle in farina. Unire il sale, la cannella e la farina di grano saraceno, e azionare il tasto pulse per amalgamarle.

Montare le uova con lo zucchero con le fruste elettriche, lavorandole per 8 minuti circa, finché l'impasto non sia triplicato di volume e sia diventato denso. Unirvi il cioccolato e il burro fuso e amalgamarli, quindi aggiungere il mix di farine, incorporandolo.
Versare nello stampo preparato e infornare per 25 minuti, girando lo stampo a metà cottura perché il dolce cuocia uniformemente. Al termina cottura il dolce dovrà essersi gonfiato un poco e uno stuzzicadenti inserito al centro dovrà uscirne pulito.

Trasferire lo stampo su una gratella e far raffreddare il dolce per 10 minuti, quindi aprire lo stampo togliendo l'anello esterno, e far raffreddare completamente.

Spolverare con lo zucchero a velo prima di servire e volendo, accompagnare il dolce con una pallina di gelato. A noi (lo staff di Martha Stewart) piace con un gelato alla vaniglia o al chai (latte in cui è stato infuso del tè nero indiano aromatizzato con spezie varie: la base è formata da zenzero e cardamomo verde, a cui talvolta si aggiungono anice, cannella, semi di finocchio, pepe e chiodi di garofano). Io ho optato per un gelato alla stracciatella, ma se mi dovesse capitare per le mani un chai masala, mi riservo di farci un gelato!

Il dolce si conserva per 1 giorno, coperto e tenuto a temperatura ambiente (a me è durato 4 giorni - al quinto non ci è arrivata - ed è rimasto buonissimo fino all'ultima briciola).


OSSERVAZIONI

Come dicevo nell'introduzione, ho usato una tortiera in silicone; l'ho imburrata lo stesso, anche se in teoria il silicone dovrebbe essere usato tel quel, per essere veramente sicura che si staccasse.

Essendo una sweet dummy, mi ripugnava l'idea di aprire il forno a metà cottura per girare la teglia: temevo un disastro e ho fatto come al solito, spingendo la teglia verso il fondo del forno e non aprendo quest'ultimo fino al termine della cottura: i tempi indicati erano perfetti.

La torta non è molto alta, lo si vede anche dalla foto sul libro: se la si vuole più alta, basta diminuire il diametro della tortiera e aumentare leggermente i tempi di cottura, facendo la prova stecchino.

Il giorno in cui l'ho preparata l'ho trovata un po' più asciutta rispetto al dolce a cui si ispira, immagino proprio per la presenza della farina di grano saraceno, che tra l'altro a me ha dato sempre l'impressione di assorbire più liquidi rispetto a quella di grano tenero. I giorni successivi invece era perfetta, e anzi l'ho trovata migliore. Mi è bastato coprirla con pellicola trasparente.

Il dolce è molto facile e veloce da fare: sono più i tempi di attesa del raffreddamento delle mandorle, che non quelli di preparazione. Insomma, caso mai non si fosse capito, la ricetta per me è

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