venerdì 12 aprile 2013

SALMONE MARINATO CON SALSA ALLO YOGURT




E' scritto sul libro, mica lo dico io.
Avere Carlo Cracco a casa vostra non è più solo un sogno.
Non vedo l'ora di trasformarmi, grazie ai suoi trucchi e consigli, nella cuoca che non sono.
Una cuoca finalmente di un certo livello, meno dedita alle cialtronerie culinarie che sono solita preparare.
Quasi riesco a vederlo, davanti a me, con le braccia incrociate e lo sguardo a fessura.
Mi sta fulminando, ed io nemmeno ho iniziato.
La ricetta l'ho studiata che manco i Vangeli Apocrifi, e ammetto che un dubbio lancinante mi abbia sfiorato.
Cancello il pensiero con la stessa velocità con cui è venuto.
Chi sono io, per giudicare senza provare.
E mi metto all'opera.
Il piatto è tutto sommato semplice nella realizzazione, non richiede alcuna cottura ma solo una lunga marinatura con sale, zucchero ed alcuni aromi.
Cracco a sua volta lo ha imparato da uno chef tedesco che lavorava insieme a lui al ristorante di Gualtiero Marchesi, nel lontano millenovecentottantacinque.
Per lui che il salmone lo concepiva solo bollito o affumicato questa procedura aveva un che di miracoloso, ed ammetto che lo stesso fascino ha su di me.
Un po' una furbata, per usare un termine che tanto mi piace.
Dunque, un chilo di salmone per otto-dieci persone ci può stare.
Ma sono le dosi di sale e zucchero a preoccuparmi.
Non la proporzione tra i due, sia chiaro.
Proprio la quantità.
E mentre cerco di coprire il pesce con l'esigua quantità di polveri succede.
Il libro mantiene ciò che promette, in effetti.
Solo che non è Cracco quello che ho davanti mentre mi arrabbatto alla bell'e meglio.
E' Joe Bastianich.
Lo sto diludendo.
Questo piatto fatto tu?
Mi viene da rispondere no, chef.
Questo piatto ha fatto LUI, mentre mi rassegno a preparare dose più che doppia del composto di sale e zucchero.
Per il resto no problem.
Beh, a meno che per voi sia un problema che con un vasetto di yogurt dobbiate farci la salsa di accompagnamento per dieci, dicasi dieci, persone.
Probabilmente basta.
Se almeno sei non la prendono ;-)

SALMONE MARINATO CON SALSA ALLO YOGURT
per 8-10 persone

un chilo di salmone fresco già pulito
135 g di sale ( io il doppio)
105 g di zucchero (io il doppio)
2 o 3 bacche di ginepro schiacciate
4 rametti di aneto fresco
bacche di pepe bianco schiacciate grossolanamente

per la salsa allo yogurt

un vasetto di yogurt bianco magro (se da 125 g almeno il doppio)
un ciuffetto di erba cipollina
mezzo scalogno
sale

Cracco sottolinea subito che sarebbe meglio acquistare filetti di salmone selvatico e non di allevamento, prodotto certamente migliore anche se ovviamente più costoso.
Io trovo solo il secondo e mi sono accontentata.
Mescolare sale e zucchero con il ginepro e il pepe, e lasciar riposare il composto per venti minuti in modo che i sapori possano amalgamarsi.
In una teglia da forno versare circa metà del composto e adagiarci il salmone con l'aneto sopra.
Coprire con il resto del sale e zucchero (ringrazierete di averne fatto in più!)
Coprire con pellicola a contatto con il pesce e mettere in frigo per dodici ore.
Passato questo tempo si noterà che si è formato del liquido, usatelo per bagnare il pesce che andrà girato, coperto di nuovo con pellicola e lasciato altre dodici ore.
Ripetere l'operazione dopo dodici ore, e far riposare ulteriori dodici.
A questo punto il pesce è pronto: dovrà risultare sodo ma non troppo, e basterà sciacquarlo e servirlo con la salsa fatta semplicemente mescolando gli ingredienti.
Volendo conservarlo può essere messo sottovuoto e surgelato.
Per un tocco da chef, dice Cracco, può essere ricoperto con dell'aneto fresco a mo' di panatura, oppure servito con insalata o purea di carote e curcuma.
Nel caso risultasse alla fine troppo salato può essere messo a bagno, dopo averlo sciacquato, per un quarto d'ora nel latte.

RIMANDATO

La ricetta viene, ed è molto buona.
Ma poche indicazioni in più ne avrebbero fatto una preparazione a prova di chiunque.
Così come sono, le dosi di sale e zucchero sono palesemente inadeguate per la quantità di salmone da preparare, idem quelle della salsa.
Che sarà pure fighissima perchè prevede mezzo scalogno, ma non dando una misura per il vasetto di yogurt mi porta a pensare a quello classico da 125g, del tutto insufficiente a meno che non ne tocchino solo 12, 5 g a testa :-)

Arabafelice in cucina



91 commenti:

  1. Spesso i libri dei grandi chef hanno delle piccole inesattezze, è come se volessero preservare almeno in parte le loro opere... cmq un ottimo piatto, da segnare sicuramente!!!! Un bacione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, con questo libro Cracco vuol insegnare a cucinare. Sarebbe come se durante le mie lezioni decidessi di saltare qualche capitolo del libro di Storia, tanto per...;-) mah.

      Elimina
  2. ecco vedi? continuo ad avere prova di quanta poca figagine risieda in me :)

    RispondiElimina
  3. Forse intendeva un vasetto da mezzo chilo???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E chi siamo noi per dovergli leggere nel pensiero? ;-)

      Elimina
    2. hahahaha!!! sei una comica Araba!

      Elimina
  4. Grande! Ho riso dall'inizio alla fine :D
    Ahahahah..."lo sto diludendo, questo piatto fatto tu?" è esilarante!

    Ecco, un'altra ricetta che entra a far parte delle ricette mal spiegate. Perchè alla fine, come ho detto anche da me, le ricette non si può dire che siano "sbagliate", è semplicemente che non sono chiare perchè c'è sempre qualche piccola (grande) omissione, o negli ingredienti o nel procedimento, che fa sorgere dei dubbi atroci durante l'esecuzione, soprattutto perchè trattandosi spesso di ricette non proprio comuni diventa difficile per un non esperto di cucina porvi rimedio, cosa che tu hai fatto brillantemente con il problema delle dosi.
    Bravissima come sempre!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una persona che non ha mai cucinato e volesse seguire la ricetta alla lettera si troverebbe in difficoltà. Davvero non me lo spiego...

      Elimina
  5. Cracco ha delle marinature sempre un po' scarse, perché teoricamente spalma uno strato appena appena accennato sul pesce, però in effetti in questo caso la dose è davvero scarsina!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Strato appena accennato, ok. Ma qui mancava proprio la materia prima!!!

      Elimina
  6. Mi piace questa ricetta! Me la segno da provare, con i tuoi appunti!
    Posso proprio fare la puntigliosa? Il salmone alla fin fine si usa e si mangia crudo nonostante la marinatura quindi...non era giusto spiegare ai noi piccoli aspiranti chef qualcosina in più su anisakis e affini? Tipo come scongiurare il pericolo di questo batterio con il congelatore di casa...

    Riguardo lo yogurt, beh, per un grande chef solo un grande vasetto! Minimo minimo era da 500g! :D

    Ciao!

    Fede

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bravissima Fede! Non un cenno ad anisakis e simili...mi pare ben più grave del vasetto di yogurt.

      Elimina
    2. Sale e zucchero sono igrofili, quindi un eventuale anisakis morirebbe di disidratazione. Da questo punto di vista non ci sono pericoli per il consumatore. :-)

      Elimina
    3. Molto interessante questa cosa, non la sapevo!
      Grazie Mapi!! :)

      Elimina
    4. Un secondo però...nella ricetta dice di usare il liquido che esce dal pesce per bagnarlo...tu in un commento successivo dici invece di buttarlo via..come ci si comporta?? Non sono molto informata a riguardo ma mi piacerebbe davvero saperne di più! :)

      Elimina
    5. Cracco dice di usarlo per bagnare il pesce, Mapi usando il metodo del massaggio invece che della copertura lo elimina.

      Elimina
  7. Buono!Sembra una versione "veloce " del gravadlax..Ho uno strano fetish per il puree' di carote ed il suggerimento di Cracco mi gusta assai!
    Pero' sono d'accordo con te:un po' piu' di precisione con le dosi sarebbe stata utile!
    P.S. Non so dale tue parti,ma qui con i soldi necessari per un Kg di salmone selvatico mi compro un qualcosina da Tiffany! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Da Tiffany, e un gingillo da Cartier ;-)

      Elimina
  8. Mi riprendo dalle risate e cerco di fare la seria. Sono completamente d'accordo con Mari. In questo libro la parola d'ordine è "pressappochismo". Non è che le ricette non vengano. In effetti vengono ma solo perché noi, che non siamo di primo pelo in cucina, le facciamo "tornare", un po' come i calcoli forzati di matematica quando si ha solo il dato del risultato. Insomma, credo che chef Cracco debba fondamentalmente fare lo Chef perché è il suo lavoro e lo fa bene, e lasciare ad altri l'ambizione di scrivere libri.
    Sei grandiosa e non smetterei mai di leggerti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vengono se le aggiusti un pochino, e da Cracco non lo ammetto...

      Elimina
  9. Cracco rimandato ahahah, "Cracco, scritto tu questa ricetta? Mi stai diludendo".
    Se vuoi fare il figo, scrivi bene le ricette e pesa gli ingredienti.
    Grande Stefania, come sempre!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le ricette esatte sono fighissime, diciamoglielo!!!

      Elimina
  10. Siamo alle solite...non capisco perchè ci devono sempre fregare...sapessi in quanti libri ho trovate delle inesattezze e solo per esperienza me la sono cavata:D!!!!Comunqnue tesoro la ricetta è da provare ha un aspetto favoloso!!!!Bacioni,Imma

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Libri, riviste...ben pochi sono davvero validi.

      Elimina
  11. Oh questo libro di Cracco è proprio 'na catastrofe...
    e dire che tempo fa ne soppesavo l'acquisto..
    io avrei fatto un casino di sicuro!!!
    Mi sarei detta "Vabbeh...se lo dice Cracco..proviamo.." e mi sarei trovata 1kg di salmone insipido e un vasetto di yogurt a condirlo...
    No..no...Vuoi che muoro??!!
    Meno male che ci sei tu, Stefania...
    un abbraccio "diluso"
    sara

    RispondiElimina
  12. Dopo 12 ore + 12 ore + altre 12 ore di marinatura questo salmone deve essere gustosissimo davvero! Mi ispira sì ma dopo che dici che le dosi sono inesatte mi cascano le braccia. Una ricetta di cucina non puo'avere le dosi sbagliate... un grande chef non può farci questo!
    Aspetto di trovarlo in biblioteca questo libro per dargli un'occhiata.
    Già il titolo non mi entusiasma.Di sicuro non lo compro!Oddio, avrò esagerato con questo commento maligno?!?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti va bene tutto, ma non in un libro a firma Carlo Cracco.

      Elimina
  13. Scusa Stefania, ho letto un po' di corsa...ma il salmone è crudo?!?!?

    Non viene "abbattuto" nel congelatore?

    (marinarlo non basta per salvaguardarsi dal rischio anikasis...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Glielo dici tu a Cracco? ;-)

      Elimina
    2. Non sono d'accordo: questa non è una marinatura col succo di limone, che in effetti contro l'anisakis non fa niente.
      E' una marinatura a secco con sale e zucchero, due sostanze igrofile che estraggono i liquidi dagli alimenti con cui vengono in contatto (non per niente bisogna buttare via il liquido che esce dal salmone ogni tot ore). Al massimo si rischia di mangiare anche dell'anisakis marinato, ma questo parassita è pericoloso solo da vivo, non da morto.
      Ciao. :-)

      Elimina
    3. l'anisakis marinato!!!! :-)
      altro che lo scalogno :-)
      mapi, sei trooooooooppo avanti!!!

      Elimina
    4. Mapi, attenta.
      Se Cracco ti legge comincerà a temerti sul serio...;-)
      Ma quante ne sai???? O__O

      Elimina
    5. Ora che ci penso... non era Cracco che qualche anno fa aveva proposto delle ricette con vermi essiccati? Deve aver fatto un passo avanti ed essere passato ai vermi marinati... ^_^

      Elimina
    6. Mapi, perché la combinazione di sostanze igrofile ci salvaguarda dall'anisakis? Che io sappia la larva va uccisa, non condita...
      Mi aiuteresti a capire? :))

      Elimina
    7. L'anisakis è sostanzialmente un verme e ha la pelle sottile. Sale e zucchero estraggono l'acqua da ciò con cui vengono in contatto. Pensa alla nostra pelle come si inaridisce al mare... e pensa se fosse a diretto contatto con sale e zucchero per diverse ore di fila. Il corpo degli organismi viventi è costituito per la maggior parte da acqua. Estraendo l'acqua si aumenta la salinità all'interno delle cellule. Oltre a un certo livello, se non si ripristinano le corrette quantità di acqua, subentra la morte. Non è un caso che al mare abbiamo più sete e non è solo a causa del caldo: influisce pure il sale sulla pelle.
      Pensa anche alle acciughe sotto sale: quando mai si è sentito che abbiano passato l'anisakis a qualcuno? Eppure anche le acciughe sono esposte a questo parassita.
      Certo, se la salatura è leggera come nelle salamoie, l'anisakis non la sente: dopo tutto vive in mare. Ma se viene a trovarsi a diretto contatto con sostanze igrofile come sale e zucchero massaggiate nelle carni del pesce, è destinato a una morte atroce e dolorosa, per disidratazione progressiva.
      Alles klar? :-)
      Ciao Zì Piè. :-)))

      Elimina
    8. Grazie, Mapi.
      Tutto chiaro.
      :))

      In pratica lo abbiamo fatto fuori in una specie di "salamoia" tipo quella del film "Roger Rabbit"! :D :D :D

      Elimina
  14. Mi meraviglio di te, Stefania, CC in fondo è solo un cuoco e non un matematico e... le dosi in fondo che vuoi che siano!!!!
    Poi potrebbe anche essere che come *vasetto* intendesse quello da 500gr????
    Bah... mi sa che non sono figa e mi prendo i TUOI ingredienti che almeno non sbaglierò!
    Bacioni
    Nora

    RispondiElimina
  15. Gnamm..mi viene l'acquolina solo a guardarla questa ricetta.. però mi inizia a venire il dubbio che il Sig. Cracco (o chi per lui riporti le ricette nei libri che firma) scriva deliberatamente le dosi sbagliate... perchè o è un mago lui che fa bastare la salsa o la quantità di polveri per la marinatura per 10 porzioni, o sono dei poveri mentecatti coloro che provano a bissare la ricetta a casa... Per carità non punto il dito contro lo chef Cracco che senz'altro ne sa più di me... però il dubbio me lo tengo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo che contro Cracco non si dica nulla, come chef è un genio, un artista.
      Sul libro però si poteva mettere più cura.

      Elimina
  16. Io non capisco perchè i grandi chef danno sempre ricette con dosi sballate. Sempre. Mi verrebbe da dirgli: Ahò, c'avete paura della concorrenza??

    RispondiElimina
  17. dite quello che volete ma Cracco a me non "dilude" anzi...IO MUORO quando lo vedo!!!
    A parte gli scherzi! Sono d'accordo: meglio chef in tv col suo bel faccino che scrittore...perché se poi deve spiegare male o essere impreciso sulle quantità, che senso ha?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per carità, sul bello non si discute. Ma per un libro serve altro ;-)

      Elimina
  18. Sei molto buona perchè lo hai "solo" rimandato.
    Mi pare pari pari la ricetta del "gravlax" con l'aggiunta della salsa allo yogurth (poca) Forse è piu facile trovare il salmone selvatico in Yemen ("Salmon Fishing in the Yemen) che a Firenze - Bocciatissimo.

    RispondiElimina
  19. Tra i chef che sono emersi anche per via della TV Cracco, Oldani mi sono piaciuti però mentre Oldani ha tante ricette che si possono fare a casa e vengono bene e anche il pasto da lui si aspetta un anno però non è da fare mutuo, Cracco è diciamo megalomane. A parte i suoi prezzi che sono stati contestati anche in tribunale, le sue ricette le stesse cambiano sempre nelle proporzioni. Il suo famoso uovo marinato che coinvolge come base sale e fagioli passati le proprozioni che guardi sul sito MangiareBene ove ha lasciato la sua ricetta (la titolare ha una rubrica di tutti i maggiori chef che le passano ricette), a quella che lui a presentato sulla La7, oppure nel suo ultimo libro. Infatti in .....Usa lo scalogno se vuoi essere figo .... ce una ricetta la Crema al Limone che farla come scritta viene una.....l'ha fatta una mia amica pasticcera prof. proprio per vedere come viene. Forse ci sono errori di stampa....mmmm
    Il tuo salmone è splendido ma qui a Trieste di selvaggio mi posso sognare solo il prezzo...solo di allevamento e non cosi grandi.
    Mi ha un pò deluso......
    Bastianich ha alle spalle la mamma super chef negli States...
    Ha acquistato terreni per uva dalle mie parti...
    Concordo che è un bel temebroso...viene be in ogni situazione e quindi si bypassa qualche volta il resto.
    Scusami cara forse sono andata fuori OT.
    Buona fine settimana.
    PS.
    Le uova fritte sue mi sono riuscite bene ho fatto un post ovviamente il companatico è rivisitato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Errori di stampa...diamo il beneficio del dubbio? :-)

      Elimina
  20. Come al solito, sei unica nel tuo genere e lo stronchi col tuo savoir écrire che non è roba da poco... ;)

    RispondiElimina
  21. Forse non da tante spiegazioni perchè la gente rimanga sempre un po' "ignorante" e lui possa continuare a recitare la parte del burbero ed affascinante chef.
    Proprio non riesco a non trovarlo insopportabile e ridicolo.
    E a leggere le recensioni che avete fatto fin'ora, non ha nemmeno un libro molto valido.
    Quando le ragazze con cui lavoro, come sempre parleranno di lui come di una divinità, magari farò presente che le ricette non sono valide quanto il suo fascino...

    Alice

    RispondiElimina
    Risposte
    1. MAgari divinità è esagerato...ma per chiunque!

      Elimina
  22. Pensa che anni fa, nel seguire una trasmissione a tema, proposero del salmone marinato a base di zucchero di canna, sale e bucce di agrumi grattugiate (si andava dai classici arancia e limone al mandarino... ma il resto non lo ricordo più), mentre la rimanente parte del procedimento era la medesima, mi colpì ma non ho mai provato a farlo... ora me lo ritrovo riproposto da te e mi sa che è la vera volta che sperimento la ricetta, è bella fresca e perfetta per la stagione che (spero) sta arrivando!
    Ciao, Tatiana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bisogna dire che è molto buono, in effetti!

      Elimina
  23. Non so perchè ma io davanti ai tomi di illustri e rinomati Chef rimango sempre un pò sul chi va la.
    Forse perchè trovo sempre qualcosa che non va, manca questo, c'è troppo di quello....o semplicemente perchè parto già prevenuta, quindi...
    Mi rassicura il fatto che se l'hai fatto tu allora si può fare: arabafelice=garanzia.

    Al prossimo salmone!

    PS: il tuo era di pesca "maritesca"???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahahhahahaah no, di pesca personale al super :-D

      Elimina
  24. Un ultimo rene per comprare del salmone selvaggio non è il caso...però quello normale di allevamento sepoffà :) Adoro questi libri...che non compro mai per masochismo sia chiaro, hanno una vena comica incredibile...perchè se è vero che non c'è malafede ad una rilettura si farebbe uscire per ogni copia un semplice foglietto con l'errata corrige ed invece no...questi libri vengono pubblicati con la stessa idea "le ricette non verrano riprodotte dall'80% degli acquirenti..." e quindi perchè preoccuparsi di quel restante 20% :P ehehhehehehe
    Gli altri possono anche "muorire" :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione. Ma qui il punto che lui vuole insegnare a cucinare, non stupirci con effetti speciali. Un pochino più di attenzione non avrebbe fatto male, invece di farci muorire :-D

      Elimina
  25. Per quanto mi costi doverlo fare, questa volta devo spezzare una lancia a favore di Cracco. Beh, dicmao mezza lancia. :-)

    Ho fatto anch'io il salmone marinato (gravlax) l'anno scorso, e l'unica cosa che ho da rimproverare a Cracco è che le sue dosi sono eccessive.

    Quello che Cracco ha sbagliato, è la spiegazione. Il salmone non va ricoperto con la miscela di sale, zucchero ed erbe; va massaggiato con essa. Io per 3 kg di coda di salmone ho usato 150 g di sale e altrettanti di zucchero, ed è stato più che sufficiente, anzi, era perfino abbondante.
    Certo, i miei tempi di marinatura erano superiori, ma avevo anche il triplo di pesce.

    Concordo in pieno invece sulla quantità della salsa: un vasetto di yogurt per 10 persone è davvero pochino, però noto che con infallibile mira hai beccato una ricetta figa, anzi semifiga: nella salsa c'è mezzo scalogno... :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. però, siam sempre lì: ricoprire ha un significato e massaggiare un altro. e in mezzo, ci stanno le dosi...

      Elimina
    2. Appunto, una questione di chiarezza: se devo solo massaggiare le dosi vanno benissimo, ma per ricoprire proprio no...
      Mapi for president!

      Elimina
  26. Appunto... siamo sempre lì... Mi domando se troveremo una ricetta in questo libro in cui tutto vada liscio...?!?
    Meno male che tu, Stefania, hai una marcia in più, e rimedi dove serve!!!

    RispondiElimina
  27. Eppure il motivo della poca chirezza e' semplice: gli chef veri, intendo quelli che ci mettono il cuore, sono degli artisti. Ogni volta improvvisano, aggiustando l'esecuzione dopo ogni sguardo e ogni assaggio. Ma il risultato e' sempre perfetto, e questa e' la differenza tra un cuoco e un vero chef. Tanto che le ricette, quelle che specificano i grammi, sono da loro compilate DOPO aver prodotto un piatto. Pensate che se loro stessi seguissero le proporzioni indicate (cosa che un vero chef non fara' mai) produrrebbero degli aborti di piatti.
    Se noi lettori di libri vogliamo elevarci dobbiamo prendere l'elencazione della ricetta come base puramente indicativa e poi fare quello che ci sembra piu' giusto.
    OK, OK, scusate la verbosita'.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono d'accordo: lo chef è un artista, improvvisa e con il suo estro crea.
      Però il fine dichiarato di questo libro è "imparare a cucinare in 60 ricette", non "diventa chef in 60 ricette":-) e si rivolge proprio a chi cucinare non sa...;-)

      Elimina
    2. E' già, piccolo particolare...ci dimentichiamo che questo libro ha l'ambizione di insegnarci a cucinare. :(

      Elimina
    3. Scommetto che quella dichiarazione e' dell'editore. Come il titolista dei quotidiani, dove si scopre che il titolo e il contenuto dell'articolo sono cose diverse. Mentre invece credo che il "se vuoi fare il figo usa lo scalogno" sia roba sua :)
      Per quanto riguarda Cracco in cucina quando in TV lo vedo lavorare rimango a bocca aperta: un vero genio. Lui crea. Quindi sono pronto a scommettere che fare due piatti identici proprio non gli riesca. Quello e' compito dei cuochi, dei cucinieri che producono piatti come macchinette.

      Elimina
    4. E allora perchè firmare un libro simile??? :-(

      Elimina
    5. Buona domanda. Non tanto per i soldi, secondo me, quanto per nutrire l'ego. My two cents.

      Elimina
  28. quindi, sarà figo perchè usa lo scalogno ma è "taccagno" nelle dosi...:-)))o forse "solo" approssimativo e impreciso...per fortuna che fa il giudice "kattivissimo" in tv...mah???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Continuo a pensare che lui nemmeno l'abbia letto, questo libro...

      Elimina
    2. La dichiarazione d'intenti è nell'introduzione, firmata dallo stesso Cracco. Niente trovata pubblicitaria dell'editore, insomma.
      Nessuno obbliga gli altri a scrivere libri; è una libera scelta. E allora se vuoi fare il figo, scrivi un libro decente!

      Elimina
  29. Hihihi ... se vuoi fare il figo, usa lo scalogno ma se fare il figo con tutti tutti, stai attendo alle dosi ;)
    Ciao cara!

    RispondiElimina

  30. davvero alle volte i libri anche i migliori...si perdono nei "non dettagli" ...un precisazione ..indicazione in più non farebbe male.
    potrebbero essere più precisi. tu sei brava e lo so da tempo...io mi sto avvicinando al mondo della cucina in punta di piedi...pian pianino...non oso pensare a come avrei realizzato il piatto di cracco senza le tue considerazioni , a me forse non sarebbero venute o cmq...non avrei saputo come migliorare la ricetta...
    per fortuna che abbiamo te ;)
    baci cara e a presto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, non ho migliorato nulla, per carità. Solo chiarito qualche punto...

      Elimina
  31. La ricetta come l'hai descritta fa venire l'acquolina ... però hai ragione, in effetti per tutto quel salmone anche a me paiono troppo scarse le dosi del condimento :)

    RispondiElimina
  32. che dire Araba cara, anch'io da quel libro, appena preso, ho scelto una ricetta "a caso": la frolla al cacao...: dosi strampalate per una frolla da cuocere soli 3 minuti a 200°, con la pretesa di ottenere, a raffreddamento, qualcosa da sbriciolare: lasciamo perdere, ho dovuto buttare tutto quanto. Forse che non aveva lo scalogno?
    baci :)

    RispondiElimina
  33. mmm... cara Stefi... qua sento forte odore di diludendo....

    Fortunatamente hai recuperato :-D

    OPS... non c'è più il commenta tramite URL...

    Stefano DK

    RispondiElimina
  34. Insomma, direi un libro da consigliare, eh?!?
    grazie per le prove e l'onestà!
    un bacione

    RispondiElimina
  35. ciao cara
    sono cattivi questi chef famosi si divertono a metterci in difficoltà....io preferisco le mie amiche foodblogger ^_*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. scusami ho dimenticato il bacio ^_^

      Elimina
    2. Magari fossero loro. E' che mi sa che questi libri loro nemmeno li leggono...

      Elimina