venerdì 22 settembre 2017

BUTTERMILK BARLEY BISCUITS



Questi biscotti al latticello e all'orzo (traduco letteralmente, sfidando gli strali della Martha) sono la risposta americana e salutista agli scones britannici. Friabili tanto quanto,poco dolci, adatti ad essere farciti con burro e marmellata, clotted cream, miele, pralinati vari, Nutella e tutto quanto troverete nelle vostre dispense per riequilibrare calorie & trigliceridi mancanti.
L'aspetto più perverso di tutti è che sono deliziosi anche da soli: chiedetelo a mia mamma che ha infranto un mese di dieta ferrea giusto poco fa,partendo da un compassato "ma che profumo" e finendo con un meno onorevole  "al diavolo le calorie,me lo mangio tutto". Che magari non farà onore agli appetiti vittoriani, ma la dice lunga sulla bontà di questi dolcetti...


BUTTERMILK BARLEY BISCUITS
Biscotti al latticello e all'orzo

per 9 biscotti di circa 3 cm ciascuno

2 cup di farina (260 g)
2 cup di farina di orzo (260 g)
2 cucchiai di zucchero
4 cucchiaini di lievito per dolci
2 cucchiaini di sale
la punta di un cucchiaino di bicarbonato
1 cup di burro (225 g)
1 1/2 cup di latticello (360 ml)

farina per spolverare
3 cucchiai di burro fuso

Cercate di usare le cup,quando la ricetta lo richiede. Sono comodissime e affidabili e, se le trovate all'Ikea o in altri magazzini simili, anche economiche.
Su come fare in casa il latticello,si è detto di tutto e di più. Per me, il metodo più veloce e più soddisfacente è quello di Nigella Lawson: stessa quantità di latte e di yogurt,una mescolata veloce e 5 minuti di riposo.  Oggi, comunque,dovrebbe trovarsi abbastanza facilmente, nei negozi biologici o nei supermercati più forniti. Lo stesso vale per la farina di orzo. Se non la trovate,potete sostituirla con la farina di farro.

 Mettete i primi sei ingredienti in un mixer e mescolateli. Aggiungete il burro freddo a pezzetti ed azionate il  mixer, con la funzione ad intermittenza, fino ad ottenere delle grosse briciole. In ultimo, aggiungete il latticello. Sempre azionando la funzione ad intermittenza, incorporatelo all'impasto,fino ad ottenere un composto morbido.

Spolverate leggermente il piano di lavoro e stendete l'impasto prima con le mani poi con il mattarello in un quadrato di circa 24 cm di lato.  Piegate in due e,con le mani, date nuovamente la forma quadrata. Piegate di nuovo in due e formate un altro quadrato, di 24 cm di lato e di circa 3 cm di altezza. 
Ricavatene 9 pezzi, che disporrete su una teglia rivestita di carta da forno. Infornate a 180°C, per 17-18 minuti o fino a doratura. Sfornate, pennellate con il burro fuso e servite tiepidi o a temperatura ambiente.

Note mie
Per la prima volta su questi schermi, ho delegato mia mamma, limitandomi ad osservare da bordo campo (non sia mai che impari). Sono immobilizzata dalla cintola in su (parte sinistra) e di cucinare non se ne parla. Chiedo perdono anche per la foto, scattata per giunta anche col cellulare. La ricetta ha richiesto circa 6-8 minuti di preparazione (e due giorni per trovare la farina di orzo, ma questo perchè nel Natura si vicino a casa l'avevano terminata: basta un negozio biologico o un buon supermercato ) e nessuna difficoltà. Richiesta di un giudizio sul sapore, mia madre ha risposto che non si parla con la bocca piena. Dal che deduco che la ricetta sia 

DECISAMENTE PROMOSSA




giovedì 21 settembre 2017

SWISS CHARD AND SAUSAGE STRATA


Anche la seconda ricetta che ho scelto dal libro "A New Way to Bake"  di Martha Stewart è salata. E' un (o una?) strata, una sorta di pudding, ideale per gli amanti della colazione salata.
Come si intuisce facilmente dal titolo, è una preparazione a farcita a strati con il pane e,
solitamente, con verdure e formaggio. E' molto, molto gustosa. 
Per me, è stata la prima volta con lo Strata, ma non sarà l'ultima. Amo le ricette che permettono numerose varianti dando la possibilità di sperimentare accostamenti sempre nuovi :) Non ci si annoia!

Ingredienti per 8 persone

450 g circa di salsiccia italiana, dolce o piccante
1 cucchiaio da tavola di olio extravergine d'oliva
2 scalogni, tritati finemente
450 g circa - 1 mazzo di bietola (io ho usato bietola da taglio = erbette). I gambi tagliati a pezzetti e le foglie strappate in pezzi di 2 cm circa, poi sciacquate
sale grosso* e pepe macinato al momento
1 pagnotta di pane integrale del peso di 280 g (con la crosta), tagliata in 10 fette
625 ml di latte 
7 uova grandi, leggermente sbattute
70 g circa di Gruyère, grattugiato grossolanamente

* come già scritto da Stefania e Luciana, il sale grosso americano è una via di mezzo tra il nostro sale grosso e quello fino. Usatene leggermente meno di quello indicato nella ricetta.

Preriscaldare il forno a 190°C. Cuocere la salsiccia (spellata) a fuoco medio in una padella larga, rompendola con un cucchiaio, finché non sarà dorata. Ci vorranno 5 minuti circa. Traferire la salsiccia in una ciotola ed eliminare il grasso. Scaldare l'olio nella padella, su fuoco medio, unire gli scalogni e i gambi della bietola. cuocere finché lo scalogno non sarà trasparente, 3 minuti circa.
Unire un po' d'acqua e cuocere, mescolando e raschiando con un cucchiaio di legno le verdure. Unire le foglie della bietola e cuocere, mescolando di tanto in tanto, finché le foglie non saranno appassite, 3 minuti circa. Insaporire con sale e pepe.
Cospargere metà della salsiccia in una teglia da forno di 23x33 cm e coprire con metà del mix di bietola e scalogni. Coprire con le fette di pane, sovrapponendole leggermente. Cospargere con la restante salsiccia e la bietola.


In una ciotola capiente, mischiare insieme le uova con il latte ed insaporire con sale e pepe. Versare uniformemente il composto sopra il pane. Premere bene il pane in modo che sia immerso nel mix di uova e latte. Coprire accuratamente la teglia con carta forno e successivamente con carta stagnola. Mettere in frigorifero e lasciar riposare per almeno 10 minuti o tutta la notte.
Cuocere per 45 minuti, ruotando la teglia a metà cottura. Scoprire, cospargere con il formaggio e proseguire la cottura fino a quando il formaggio non sarà fuso, e il mix di latte e uova quasi completamente assorbito e solidificato. Saranno necessari ancora 5-10 minuti.
Lasciar raffreddare 10 minuti prima di servire.

Varianti

Si può sostituire il Gruyère con del Cheddar o della Fontina;  la bietola con gli spinaci o la verza; e la salsiccia con 110 g di prosciutto o speck (che non necessitano di precottura). se poi volete un riperino completamente vegetariano, saltare 450 g di funghi con gli scalogni ed usateli al posto della salsiccia.


NOTE

- ricetta semplice e gustosa, alla portata di tutti. Può essere un'alternativa alla classica lasagna

- ho sostituito il Gruyère con della Fontina, come suggerito tra le varianti

- ho preferito mischiare uova e latte in una caraffa morbida in silicone,  per versare il mix di uova e latte più facilmente, come faccio sempre in queste situazioni

- ho utilizzato un pane in cassetta integrale ed ho usato 11 fette invece di 10, per arrivare al peso richiesto di 280 g, ed era perfetto così, non ho avanzato neanche una briciola di pane ;)

- se vi dovesse avanzare dello strata, visto che le dosi sono per 8 persone, mangiatela il giorno dopo, c'è chi dice che era ancora più buona...

La ricetta è decisamente :

PROMOSSA

mercoledì 20 settembre 2017

CHOCOLATE BUCKWHEAT TORTE


Confesso che ero un po' preoccupata, per questa ripresa dello Starbooks: le ultime ricette testate nei mesi passati non mi erano riuscite, e data la mia scarsa affinità elettiva con i dolci, temevo un altro disastro. Un pensiero però mi ha confortata e sorretta: Martha è affidabile.

Sfogliando il libro con il blocchetto di post-it in mano, mi è capitato quello che succede ad ogni suo libro: segnalibri per ogni dove, voglia di provare un sacco di ricette e, alla fine, difficoltà di scelta.
La scarsità di tempo disponibile mi ha fatto optare per una tortina facile facile, a prova di sweet dummy come me, che prometteva bene. L'unico neo era che richiedeva una teglia dal fondo amovibile di 22 cm di diametro. Io ho 3 teglie di quelle dimensioni, una di pyrex, una antiaderente e una di silicone, e per un attimo ho contemplato la possibilità di acquistarne la versione con fondo amovibile. Poi il buonsenso ha prevalso, e ho optato per quella di silicone.😂

Si tratta in sostanza della versione salutista della torta tenerina, la cui consistenza - sono parole della Stewart - è più soffice di quella della versione classica, grazie all'aggiunta della farina di grano saraceno e delle mandorle tostate e ridotte anch'esse in farina.
Il dolce rimane così gluten-free, come la tenerina classica, ma il sapore risulta più pieno. Sempre la Martha aggiunge che la farina di grano saraceno esalta il lato "adulto", più corposo, del cioccolato.

Attenzione, ho detto che questa è una versione salutista, non dietetica: burro, zucchero e cioccolato sono tutto, tranne che dietetici! Constatarlo e tirare un sospiro di sollievo è stato tutt'uno, perché vi confesso che la moda del senza scoppiata negli ultimi anni, che demonizza alimenti di cui ci siamo cibati per secoli, mi sta parecchio stretta: sono felice che la Martha non sia caduta nella trappola!

Nella ricetta riporto le dosi americane indicate nel libro, e quelle in grammi pesate da me.
Tra parentesi e in corsivo le mie note.

TORTA AL CIOCCOLATO E GRANO SARACENO
Da: Martha Stewart - A New Way to Bake - Potter

1 stick - 1/2 cup - 115 g di burro non salato
6 once - 170 g di cioccolato fondente semidolce (io al 70% di cacao)
1/4 di tazza - 50 g di mandorle pelate e tostate
1/3 di tazza - 45 g di farina di grano saraceno
1/4 di cucchiaino di sale
1/4 di cucchiaino di cannella in polvere
4 uova grandi a temperatura ambiente
1/2 tazza compattata* - 120 g di light brown sugar (fatto con 1 parte di melassa calda e 20 parti di zucchero semolato)
Zucchero a velo
Gelato per servire (facoltativo)

* di solito le misure in cups vengono fatte colmando la tazza dell'alimento prescelto, livellandola poi con un coltello a lama liscia o una spatola. Quando la misura è in tazze compattate, bisogna battere la cup più volte sul piano di lavoro, in modo da compattarne il contenuto - che risulterà leggermente maggiore, quindi si procede a livellarlo.


Preriscaldare il forno a 180 °C (io in modalità statica).
Foderare la teglia con carta da forno e imburrare quest'ultima.
Tostare le mandorle per 10 minuti in forno disponendole su una teglia, quindi farle raffreddare in una ciotola, lasciando il forno acceso.

Fondere a bagnomaria il cioccolato spezzettato e il burro, mescolare per amalgamarli e farli intiepidire.

Mettere le mandorle raffreddate nel robot da cucina e, usando il tasto pulse, ridurle in farina. Unire il sale, la cannella e la farina di grano saraceno, e azionare il tasto pulse per amalgamarle.

Montare le uova con lo zucchero con le fruste elettriche, lavorandole per 8 minuti circa, finché l'impasto non sia triplicato di volume e sia diventato denso. Unirvi il cioccolato e il burro fuso e amalgamarli, quindi aggiungere il mix di farine, incorporandolo.
Versare nello stampo preparato e infornare per 25 minuti, girando lo stampo a metà cottura perché il dolce cuocia uniformemente. Al termina cottura il dolce dovrà essersi gonfiato un poco e uno stuzzicadenti inserito al centro dovrà uscirne pulito.

Trasferire lo stampo su una gratella e far raffreddare il dolce per 10 minuti, quindi aprire lo stampo togliendo l'anello esterno, e far raffreddare completamente.

Spolverare con lo zucchero a velo prima di servire e volendo, accompagnare il dolce con una pallina di gelato. A noi (lo staff di Martha Stewart) piace con un gelato alla vaniglia o al chai (latte in cui è stato infuso del tè nero indiano aromatizzato con spezie varie: la base è formata da zenzero e cardamomo verde, a cui talvolta si aggiungono anice, cannella, semi di finocchio, pepe e chiodi di garofano). Io ho optato per un gelato alla stracciatella, ma se mi dovesse capitare per le mani un chai masala, mi riservo di farci un gelato!

Il dolce si conserva per 1 giorno, coperto e tenuto a temperatura ambiente (a me è durato 4 giorni - al quinto non ci è arrivata - ed è rimasto buonissimo fino all'ultima briciola).


OSSERVAZIONI

Come dicevo nell'introduzione, ho usato una tortiera in silicone; l'ho imburrata lo stesso, anche se in teoria il silicone dovrebbe essere usato tel quel, per essere veramente sicura che si staccasse.

Essendo una sweet dummy, mi ripugnava l'idea di aprire il forno a metà cottura per girare la teglia: temevo un disastro e ho fatto come al solito, spingendo la teglia verso il fondo del forno e non aprendo quest'ultimo fino al termine della cottura: i tempi indicati erano perfetti.

La torta non è molto alta, lo si vede anche dalla foto sul libro: se la si vuole più alta, basta diminuire il diametro della tortiera e aumentare leggermente i tempi di cottura, facendo la prova stecchino.

Il giorno in cui l'ho preparata l'ho trovata un po' più asciutta rispetto al dolce a cui si ispira, immagino proprio per la presenza della farina di grano saraceno, che tra l'altro a me ha dato sempre l'impressione di assorbire più liquidi rispetto a quella di grano tenero. I giorni successivi invece era perfetta, e anzi l'ho trovata migliore. Mi è bastato coprirla con pellicola trasparente.

Il dolce è molto facile e veloce da fare: sono più i tempi di attesa del raffreddamento delle mandorle, che non quelli di preparazione. Insomma, caso mai non si fosse capito, la ricetta per me è

PROMOSSA

martedì 19 settembre 2017

RYE SOFT PRETZELS



Adoro i pretzels, forse perchè mi ricordano i miei pochi giorni di ferie in questi ultimi anni.
Abitando al mare, appena posso scappo dalla salsedine per rifugiarmi sulle montagne altoatesine.
La prima volta li ho assaggiati grazie ad un amico, erano serviti con un pò di burro e mi sono piaciuti da impazzire. Non ho mai provato a rifarli in casa, forse perchè sapevo che non sarebbero mai stati uguali.
Quale miglior tentantivo di un pretzel con farina di segale? 
Provare una "variante" toglie quel senso di ansia da: deve venire identico all'originale!!


Ingredienti per 12 pezzi:
2 cups acqua calda 110° F (42 ° C)
1 tablespoon + 1 teaspoon Miele
1 teaspoon lievito secco
3+1/2 cups farina
2 cups farina di segale
1 teaspoon sale (io ho usato sale fino)
2 teaspoons burro fuso + qb per imburrare la teglia
1/2 cup bicarbonato di sodio
1 uovo
 sale grosso (io sale Maldon), semi di anice, sesamo, papavero, cumino per spolverare.

Procedimento:

Nella ciotola della planetaria munita di gancio versare acqua e miele e mescolare, aggiungere il lievito e dopo aver mescolato lasciar riposare il composto per 10 minuti.
In una ciotola capiente miscelare 3 cups di farina e le 2 cups di farina di segale più il sale.
Versare 1 cups di farine nel composto di lievito e far girare la planetaria alla minima velocità. Aggiungere la farina rimanente un cup alla volta e impastare per 30 secondi.
A media-bassa velocità lavorare fino a che il composto si stacca dalle pareti.
Aggiungere il 1/2 cup di farina rimanente e lavorare per circa 6 minuti fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico.
In una ciotola capiente, versare il burro fuso e farla roteare in modo da cospargere tutte le pareti della ciotola. Trasferire l'impasto nella ciotola imburrata e girarlo affinchè tutto il composto sia imburrato. Coprire con una pellicola e lasciar riposare tutta la notte.
Una volta fatto riposare l'impasto, rimuoverlo dal frigorifero e lasciarlo lievitare fino a a che non avrà raddoppiato il suo volume (1-3 ore).
"Schiacciare" l'impasto per rimuovere qualunque bolla d'aria, trasferirlo su una superficie leggermente infarinata e dividero in 12 pezzi uguali di circa 100 gr l'uno.
Lavorare 1 pezzo alla volta lasciando gli altri coperti con pellicola.
Formare un cordoncino lungo circa 45 cm formare una U e intrecciare le due estremità per formare la tipica forma del pretzel (è più facile farlo che spiegarlo), posizionarlo su una teglia imburrata e coprire con un telo da cucina e continuare per tutti e 12 i pezzi. (Saranno necessarie due teglie) Lasciar riposare per 15 minuti circa.
Pre-riscaldare il forno a 450° F (230 ° C.)
Portare a bollore dell'acqua e poi aggiungere il bicabonato.
Ridurre il bollore e immergere i pretzel 3 o 4 alla volta per 30 secondi, poi con una schiumarola scolarli e riposizionarli nella teglia.
Spennelare la superficie con l'uovo sbattuto e poi cospargere di sale e semi.
Infornare fino a doratura, per circa 12/15 minuti.
Far raffreddare su una gratella.
 Sono più buoni il giorno stesso ma possono essere conservati per 2 giorni a temperatura ambiente e coperti.




NOTE:

La farina di segale è impossibile da reperire nei normali supermercati del litorale romano, ne ho girati di diversi fino ad approdare da Naturasì e dopo averla vista sullo scaffale ho avuto un momento di commozione :)

La ricetta è ben spiegata, ho avuto solo difficoltà a capire in quanta acqua dovessi far sbollentare i pretzel, mezza cup di bicarbonato mi sembrava abbastanza e avevo paura di creare una soluzione troppo satura. Alla fine sono andata ad intuito.

Cosa dire? La Martha ha colpito ancora, la farina di segale da un plus molto molto invitante ai miei adorati pretzel. Io li ho impastati la mattina per cuocerli la sera, li ho serviti con una bella birra ghiacciata e un tagliere di speck e altri salumi. Non ho utilizzato semi di anice e cumino perchè non mi piacciono molto.
La prossima volta li riproverò con altre salse e soprattutto la salsa di senape consigliata dalla Stewart.

Questi pretzel sono assolutamente 
PROMOSSI!
Elena C.




lunedì 18 settembre 2017

HAZELNUT CARROT- OAT CUPCAKES





Il nome di questi dolcetti ha origini incerte. "Cupcake" potrebbe derivare dal fatto che in origine erano cotti in tazze, oppure che l'unità di misura per dosare gli ingredienti era (in alcuni casi è ancora) la tazza (cup).  Io li preferisco alle torte perché non c'è bisogno di tagliare la fetta, cuociono prima  e sono più pratici da mangiare. Nonostante mi sia attrezzata di scatole (per il trasporto) con l'apposito alloggiamento, ogni volta che li metto dentro, almeno uno lo schiaccio in cima. Ne ho provati di tutti i tipi: con gli Oreo, fragole, cocco, Bounty e molti altri ancora.... Martha Stewart nel suo sito ne proponeva, tempo fa, una versione con gli zucchini e una con carote e cocco. Ho provato anche quelli, giusto per non farmi mancare niente.
In questa versione il frosting non si mette con la sac à poche e la base è davvero facile da preparare, non servono attrezzi particolari. Se cercate una ricetta facile, questa fa al caso vostro.



Ingredienti per 12 cupcakes:

94 gr di farina di avena
94 gr di farina 0
3/4 di cucchiaino di bicarbonato
1/4 di cucchiaino di sale grosso ( vedere nota )
25 gr di nocciole sgusciate, spellate, e finemente tritate
83 ml di olio di cartamo ( io ho usato l'olio di riso )
83 ml di latticello ( vedere nota )
2 uova grandi a temperatura ambiente
190 gr di zucchero di canna chiaro bio a grana fine ( io Alce nero )
1 cucchiaino da te di estratto di vaniglia
1 cucchiaino da te di zesta di arancia grattugiata ( arancia bio )
3 carote grattugiate


Ingredienti per il frosting : 

224 gr di philadelphia a temperatura ambiente
60 gr di zucchero a velo
1 pizzico di sale
3 cucchiai da 15 ml di nocciole sgusciate, pelate, tostate e tritate grossolanamente



Fare i cupcakes

Preriscaldare il forno a 175°. Mettere i pirottini di carta in una teglia da 12 muffins. In una ciotola capiente mischiare entrambe le farine, il bicarbonato, il sale e le nocciole. In un'altra ciotola ( io per comodità al momento di versare ho usato una caraffa ) mescolare l'olio, il latticello, le uova lo zucchero, la vaniglia, la zesta di arancia e le carote ( FOTO 1). Versare il mix cremoso nelle polveri e amalgamare bene (FOTO 2 ). Versare il composto ottenuto nei 12 pirottini (FOTO 3).

Infornare e cuocere per circa 23 minuti tolali, girando la teglia a metà cottura per permettere una cottura uniforme dei dolcetti. Quando saranno dorati fare la prova stecchino, che dovrà uscire pulito.
Lasciare raffreddare i cupcakes nello stampo per 15 minuti (FOTO 4 ), toglierli e trasferirli su una griglia raffredda torte. Lasciarli fino a completo raffreddamento  .


Fare il frosting

In una ciotola più piccola di quelle usate in precedenza, mescolare zucchero e formaggio cremoso, fino ad ottenere un composto liscio, a questo punto aggiungere il pizzico di sale.
Usando una spatola per dolci ( quella per spalmare ), distribuire il frosting su ogni cupcake e decorare con le nocciole tritate grossolanamente.
I dolcetti sono sono più buoni se gustati il giorno stesso in cui sono stati preparati.



NOTE

- Come precisato da Stefi in un suo post, il sale grosso americano è all'incirca una via di mezzo tra il nostro sale grosso e fine. Io uso sale fine, mettendone leggermente meno della dose indicata.

- Il latticello proprio non riesco a trovarlo, quindi lo preparo in casa mescolando yogurt magro e latte scremato in parti uguali, unisco poche gocce di succo di limone e lascio riposare 5/10 minuti.

- Per tostare le nocciole: preriscaldare il forno a 190° e tostare per 10/12 minuti, fin quando la pellicina non si spacca. Quando saranno fredde abbastanza da poterle maneggiare, strofinarle in un canovaccio pulito ed eliminare le pellicine. Io ho trovato delle bellissime nocciole di Giffoni IGP già sgusciate, spellate e tostate ed ho usato quelle.

- Le nocciole per la decorazione le ho tritate con il coltello, per poter decidere la dimensione dei pezzetti.

Essendo una versione "sana" mi aspettavo fossero meno gustosi o un pochino stopposi ... Invece ho avuto una bellissima sorpresa perché sono deliziosi. Il risultato è appagante nonostante siano senza burro o panna. Li rifarò sicuramente, la ricetta è quindi

PROMOSSA




venerdì 15 settembre 2017

CHICKPEA-VEGETABLE PANCAKES



Sul libro di Martha Stewart che ci farà compagnia per tutto il mese, sono presenti soprattutto ricette di dolci, ma c'è anche qualche ricetta salata, come quella di oggi.
Se amate i ceci, questa preparazione fa per voi. In questa ricetta della Stewart i ceci si sposano a meraviglia con i cipollotti e i peperoni per formare dei pancakes insoliti ma molto gustosi Qualcuno in casa non ama molto i ceci, infatti non mangia neanche la farinata(!!!). Diciamo che, quel qualcuno, ha preferito avocado, yogurt e cipollotti al pancake! Io ho amato questa preparazione al primo boccone, e pensare che, fino a qualche anno fa non mangiavo i legumi...


Chickpea-Vegetable Pancakes

Ingredienti per 4 persone

115 g di farina di ceci
¾ di cucchiaino da tè di sale grosso*
¼ di cucchiaino da tè di baking powder
¼ di cucchiaino da tè di cumino macinato
125 ml di acqua
½ peperone rosso o giallo, tagliato a dadini
2 cipollotti, affettati finemente, più quello per servire
2 carote, pelate e grattugiate grossolanamente
2 cucchiai da tavola di olio extravergine d'oliva
140 g di yogurt greco, per servire
1 avocado maturo, tagliato cubetti, per servire

 * leggere le note di Luciana qui


Preriscaldare il forno a 90°C circa. In una ciotola, amalgamare la farina di ceci con il cumino e il lievito, usando una frusta. Aggiungere l'acqua, sempre mischiando con la frusta, fino ad ottenere una pastella densa. Unire il peperone, i cipollotti e le carote.
Scaldare l'olio in una padella (dal fondo spesso) su fuoco medio. Versare, per ogni pancake, ¼ di cup di pastella e cuocere per 3-4 minuti per lato, fino a doratura. Tenere in caldo in forno mentre si cuociono gli altri pancakes. Servire con yogurt, avocado e cipollotti.

Note

- la ricetta è di semplice esecuzione e non presenta particolari difficoltà.
- cercate un avocado maturo al punto giusto, non come il mio. Ero in montagna e, ahimè, non ho trovato di meglio...
- ho saltato il passaggio in forno per tenere in caldo i pancakes. Noi li abbiamo mangiati tiepidi ed erano deliziosi anche così.

La ricetta è:

PROMOSSA

giovedì 14 settembre 2017

APPLE CIDER DOUGHNUT CAKE

Nell'infinita selezione dei dolci di casa proposti da Martha nelle sue pubblicazioni precedenti ed in particolare in "Cakes", i bundt cake, paragonabili alla lontana ai nostri ciambelloni, la fanno da padroni.
Sontuose ciambelle ai mille gusti, dalla struttura soffice e compatta, dalla consistenza burrosa ed umida e dalle forme suadenti ottenute da stampi fantasiosi come solo la produzione americana è in grado di generare.
Se la mia prima scelta, in a New way to Bake è caduta su questa ricetta, la ragione è dover gestire una famiglia di inzuppatori compulsivi.
So per certo che di fronte ad una certa voglia di dolce, la prima richiesta sarà la classica crostata, seguita a ruota dal "ciambellone" che accontenta tutti la mattina a colazione.
Altra motivazione è che io adoro il sidro. Possibilmente bretone, possibilmente abboccato.
L'ho già usato spesso in altri dolci e mi ha sempre entusiasmato. E sono sempre pronta a sperimentarlo in nuove intriganti versioni.
Ingredienti per uno stampo da 26/28 cm di diametro

3 cucchiai di burro non salato fuso, più extra per imburrare
240 g di farina 00
120 g di farina integrale
1 1/2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
1 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato di soda
3/4 di cucchiaino di sale grosso
332,50 g di zucchero di canna naturale
239 g di sidro di mele
195 g di olio extravergine d'oliva
191,25 g di salsa di mele senza zucchero
2 cucchiaini di estratto naturale di vaniglia
3 uova grandi a temperatura ambiente
  • Preriscaldate il forno a 175°. Imburrate ed infarinate generosamente uno stampo a ciambella. In una larga ciotola mischiate insieme entrambe le farine, il lievito, 1 cucchiaino di cannella, il bicarbonato ed il sale. 
  • In un'altra ciotola mescolate bene insieme 285 g di zucchero, il sidro di mele, l'olio d'oliva, la salsa di mele, la vaniglia e le uova. Aggiungete il composto di uova alla miscela di farine e mescolate con una frusta fino a che il tutto non sia ben combinato. Trasferite l'impasto nello stampo.
  • Cuocete, ruotando lo stampo a metà cottura, e fino a che uno stecchino inserito al centro non uscirò asciutto e pulito, per 45/50 minuti. Trasferite lo stampo su una griglia e fate raffreddare per 15 minuti.
  • Nel frattempo mischiate il restante zucchero con 1/2 cucchiaino di cannella. Togliete il dolce ancora caldo dallo stampo. Spennellatelo con il burro fuso e spolverate liberamente con lo zucchero alla cannella. Lasciate raffreddare completamente prima di servire.  (il dolce può essere conservato coperto a temperatura ambiente fino a 2 giorni) 
NOTE PERSONALI
  • Su questa ricetta c'è poco da dire se non che la scelta degli ingredienti, ovvero la loro qualità è in grado di modificare ampiamente il risultato. Per sentirmi coerente con la filosofia del nuovo libro della Marthona universale, ho fatto la spesa in un super di prodotti bio, provocando una piccola emorragia al mio già stremato portafoglio. Però ho trovato tutto quello di cui avevo bisogno, a partire da una salsa di mela senza zuccheri aggiunti, un ottimo sidro e dello zucchero di canna naturale integrale, che ha conferito il bel colore dorato intenso al dolce. 
  • Il procedimento è semplicissimo e segue lo stesso criterio di preparazione dei muffin o dei pancakes americani che prevede il miscelare separatamente gli ingredienti secchi da quelli liquidi, con l'eccezione che lo zucchero viene integrato con tutti i liquidi per aiutarne lo scioglimento. Un consiglio nella gestione dello zucchero di canna naturale: spesso da origine a grossi grumi compatti a causa del sottovuoto quindi prima di versarlo nella ciotola, consiglio di sgranarlo con attenzione strofinandolo fra i palmi delle mani. In questo modo lo scioglimento sarà più facile e veloce. 
  • L'impasto finale sarà molto fluido grazie alla grande quantità di liquidi e sarà quindi facile versarlo nello stampo e riempire bene tutti gli spazi se utilizzerete uno stampo scanalato. Ricordate di imburrare generosamente ed infarinare lo stampo per non avere difficoltà quando lo sformerete. 
  • Per la finitura con lo zucchero rimanente dalla quantità complessiva, ho fatto una variazione personale solo per motivi estetici. Evidentemente lo zucchero di canna utilizzato da Martha è bianco mentre il mio era color caramello intenso. Ho quindi preferito utilizzare del semplice zucchero a velo per creare maggiore contrasto sul dolce. Tra l'altro in questo caso sono riuscita ad usare il setaccio, mentre con l'altro tipo di zucchero non avrei potuto. 
  • La torta è straordinariamente umida, profumatissima, non dolce e deliziosamente autunnale. L'aroma delle mele emerge con il tempo. Il secondo giorno è straordinaria. Si conserva morbida per più di 3 giorni se la tenete coperta con pellicola. 
PROMOSSA 

mercoledì 13 settembre 2017

GLUTEN-FREE QUINOA PANCAKES



Se c'è una cosa sacra in casa arabafelice, questa è la colazione.
Sacra quella di ogni giorno, in cui non importa quanto presto si debba uscire ma verrà sempre calcolato quel quarto d'ora dedicato.
Anche perchè se non mangio, svengo, fate un po' voi...
Se è sacra quella di ogni giorno, figurarsi quella dei weekend: non importa il lavoro che comporterà, perchè confesso che nel tempo ho messo sveglie per sfogliare o infornare croissant in modo che fossero pronti e fragranti al mattino o per glassare torte e ciambelle.
D'altronde non mangiamo dolci durante la settimana quindi la soddisfazione è doppia...o tripla, per la sottoscritta, guardando la faccia dell'augusto consorte che assapora come suo solito ad occhi socchiusi e sussurra Fauchon!, equiparando ciò che mangia alle prelibatezze della pasticceria/sala da tè francese della quale adora le colazioni.
Vabbè, lui è di parte ed ha un debole per la Francia oltre che per me :D
La sottoscritta invece non disdegna quelle colazioni americane mezze dolci, mezze salate e nemmeno l'assaggio di abbinamenti audaci tipo il bacon con lo sciroppo d'acero che consiglio vivamente prima che mi cancelliate dai contatti :)
Questa filippica per dire che come ho letto le ricette dei pancake nel nuovo libro di Martha Stewart non ho potuto resistere a provarne almeno una: e dato che la quinoa non mi manca mai in dispensa la scelta mi è sembrata obbligata.
Come sarà andata?


GLUTEN-FREE QUINOA PANCAKES
per 4 porzioni

90 g di quinoa sciacquata e scolata
250 ml di acqua
90 g di farina
2 cucchiaini di lievito per dolci
mezzo cucchiaino di sale grosso (coarse)
2 uova grandi
un cucchiaio di burro fuso (più un altro po' per la padella)
62 ml di latte
80 g di sciroppo d'acero puro (più un altro po' per servire)
mirtilli, per accompagnare


In un pentolino unire la quinoa con l'acqua fredda e portare il tutto ad ebollizione. Coprire con un coperchio, abbassare il fuoco e cuocere finchè la quinoa risulterà tenera e l'acqua completamente assorbita, circa 16 minuti.
Lasciare raffreddare completamente.
Preriscaldare il forno a 90 gradi.
In una ciotola mescolare la quinoa raffreddata, la farina, il lievito ed il sale.
In un'altra ciotola mescolare uova, burro fuso, latte e sciroppo d'acero fino ad ottenere un composto fluido.
Unire il composto di uova a quello con le polveri e mescolare, non troppo, finchè sarà omogeneo.
Ungere leggeremente una padella antiaderente con burro e scaldarla su fuoco medio. Per ogni pancake versare 2 cucchiaiate di composto sulla padella e cuocere finchè appariranno delle bolle in superficie, circa due minuti.
Quindi girare i pancake e cuocere finchè saranno dorati, altri due minuti circa.
Pulire la padella con della carta da cucina prima di ungere con altro burro e cuocere i pancake rimanenti, facendo attenzione al calore che se troppo alto tende a bruciarli velocemente.
Tenere i pancake in caldo nel forno o servirli immediatamente con sciroppo d'acero e mirtilli, se lo si desidera.

NOTE

- dritti al punto: la ricetta è buonissima! Perfetta nelle proporzioni ed anche nelle dosi, ho ottenuto esattamente otto pancake. La quinoa conferisce, oltre alle fibre ed all'apporto proteico in più come tiene a ribadire l'autrice, una morbidezza aggiuntiva molto piacevole: sono sofficissimi.

- l'indicazione di sciacquare la quinoa non è un vezzo: i semi sono infatti coperti naturalmente da una sostanza chiamata saponina che serve ad evitare che vengano attaccatti dagli uccelli. Ha un sapore amarognolo ed in grandi quantità può dare qualche problema all'apparato digerente umano. Quindi non saltate assolutamente questo passaggio.


- il gluten- free del titolo si riferisce alla sola quinoa che infatti lo è, non alla ricetta nella sua interezza.

- il sale grosso, coarse salt, americano non è come già detto anche ieri da Luciana il sale che buttiamo nell'acqua della pasta. E' più fine di quello che utilizziamo noi sotto lo stesso nome, quindi usate sale fino normale mettendone leggermente meno di quanto indicato.

- lo sciroppo d'acero usato è quello puro, e mi sembra il minimo! Ci sono in giro ahimè una marea di surrogati che sono sciroppi di zucchero mischiati a coloranti, e chissà che altro e che onestamente sono orribili. Se non per questioni salutistiche fatelo per il gusto, ormai si trova abbastanza facilmente ed è in genere diviso per grado di raffinazione in A, B e C. C è quello meno raffinato ma anche più intenso come gusto. Scegliete quello che vi piace di più.

- cuocere i pancake può riservare qualche incognita se non si è pratici. Raccomando una padella antiaderente un po' spessa oppure, se come me li fate spesso, consiglio l'acquisto di quella dedicata, esiste di diverse marche e onestamente è tutto un altro mondo. Ma soprattutto attenti alla fiamma: non sono frittelle!

credo sia chiaro che la ricetta sia assolutamente 
PROMOSSA


martedì 12 settembre 2017

ALMOND - RYE HEART COOKIES





Non ho l'abitudine di comprare biscotti, ne mangio pochissimi e preferisco farmeli in casa, quando possibile. Fanno eccezione quelli che mi servono per preparare altri dolci ( Oreo, Lotus, Digestive ), di questi faccio scorta appena li trovo in offerta. Quando sono alla ricerca di un biscotto speciale da preparare, sfoglio Cookies di Martha Stewart che, per me, è una garanzia. Le ricette che sono entrate nel nostro cuore arrivano da quel libro, consigliatomi da Stefi tempo fa.
Confesso che il nuovo libro di Martha lo avrei acquistato anche se non mi fosse servito per Starbooks, mi incuriosiva l'uso da parte sua di questi ingredienti particolari, che oramai sono entrati nelle dispense moderne.
La scelta è stata difficile, avrei preparato quasi tutto, ma la romanticona che è in me ha avuto l'ultima parola. Questi biscotti appagano prima la vista e poi il palato... mannaggia l'ho detto ( però non ho specificato quanto buoni siano) !!!
A San Valentino farebbero la loro bella figura, ma chi li ha assaggiati, li vorrebbe mangiare tutto l'anno.


Ingredienti per 2 dozzine di biscotti:

72 gr di mandorle sgusciate e pelate
55 gr di farina di segale bianca
63 gr di farina 0
1/4 di cucchiaino di sale grosso ( vedere nota )
1/4 di cucchiaino di cannella in polvere
113 gr di burro a temperatura ambiente
60 gr di zucchero a velo, più altro per spolverizzare
1 tuorlo grande
1/4 di cucchiaino di aroma naturale mandorla







Accendere il forno a 175° e distribuire le mandorle su una teglia ricoperta di carta forno. Tostare la frutta secca per una decina di minuti, controllando spesso, poichè potrebbe volerci meno. Lasciare raffreddare.

Nel robot con le lame mettere i 2 tipi di farina e le mandorle ( FOTO 1). Usando la funzione pulse, frullare senza surriscaldare. Unire sale e cannella, e sempre con la stessa funzione, frullare per amalgamare ( FOTO 2 ).

In una ciotola, con lo sbattitore elettrico, sbattere burro e zucchero a media velocità per un paio di minuti, finche non sarà soffice (FOTO 3) . Aggiungere l'aroma naturale mandorla e il tuorlo ( FOTO 4). Sbattere fino ad ottenere un composto omogeneo. Con lo sbattitore a bassa velocità aggiungere gradatamente il composto di farina e mandorle e amalgamare bene (FOTO 5 e 6).

Preriscaldare il forno a 175°. Prendere una cucchiaiata di composto e formare un salsicciotto lungo all'incirca 18 cm e del diametro di poco più di mezzo cm (FOTO 7 ). Trasferirlo su di una teglia foderata con carta forno e formare il cuore ( FOTO 8 ). Ripetere con le altre porzioni di impasto. Mettere in frigo per una decina di minuti, fino a quando i cuori non saranno sodi.

Infornare e ruotare la teglia a metà cottura, ci vorranno circa 17 minuti in totale. I cuori dovranno essere marrone dorato e croccanti. Sfornare e trasferire la teglia su una griglia raffredda torte e lasciare che i biscotti si raffreddino completamente. Spolverizzare con lo zucchero a velo appena prima di servire. I cuori si conservano a temperatura ambiente, in un contenitore a chiusura ermetica, fino a 3 giorni.




Note

- Come precisato da Stefi in un suo post, il sale grosso americano in realtà è all'incirca una via di mezzo tra il nostro sale grosso e fine. Io uso sale fine, mettendone leggermente meno della dose indicata.

- La farina di segale bianca non si trova facilmente nei supermercati, io l'ho acquistata presso Eataly.

- Premetto che quando ho preparato i biscotti la temperatura in casa era molto alta. L'impasto è molto morbido e ho fatto fatica a formare i salsicciotti, mi erano venuti leggermente più cicciotti. Non soddisfatta li ho fatti una seconda volta, mettendo l'impasto in frigorifero per una mezz'oretta. Così facendo non ho avuto problemi con la formatura.

- Me ne sono venuti 21 anziché 24 ...forse perché ho fatto troppi assaggi...o forse li ho fatti leggermente più grandi.

Non è stato un sacrificio preparare questi biscotti per ben 2 volte in una settimana. Sono semplicemente divini, uno tira l'altro. Se hanno un difetto è che sono incredibilmente friabili e si sciolgono in bocca. Bisogna fare molta attenzione a maneggiarli, il mio consiglio è di spostarli senza toccarli con le dita ma aiutandosi con una paletta o altro attrezzo che li contenga per intero. Sono tra i biscotti preferiti dalla mia famiglia e non solo, anche alcune amiche che si offrono gentilmente di assaggiare. La ricetta è senza ombra di dubbio

PROMOSSA


lunedì 11 settembre 2017

LO STARBOOK DI SETTEMBRE 2017 E'....



Martha Stewart, A New Way to Bake


Signori della Corte
A nostra discolpa, possiamo dirvi che abbiamo resistito.
Abbiamo resistito all'ondata dei "BASTA" che hanno affollato il mercato statunitense lo scorso anno, dove all'imperioso denominatore comune si sostituivano via via tutti i nemici pubblici numero uno decretati dalle mode salutiste del momento, che fossero lo zucchero o il glutine o il burro o anche solo l'atto - impuro e quindi colpevolissimo - di concedersi un insano piacere addentando una quattro quarti o spalmando uno strato indecoroso di Nutella sul pane.
Abbiamo resistito alle lusinghe dei guru mediatici, al Veganesimo e al Crudismo, al Fruttarianesimo e ai  Lunariani, alla Dieta Paleo e a quella contro il Gomito del Tennista, agli anatemi contro la polverina bianca più dannosa dell'universo mondo e alle foglioline più salutari dell'orto botanico (rispettivamente lo zucchero e la stevia, honni soit qui mal y pense), ai due litri al giorno e ai sette chili in sette giorni....
Ma di fronte a Martha Stewart, signori della Corte, ci siamo arresi.
E lo abbiamo fatto senza riserve, anche perchè se il titolo di quest'ultima fatica, A new Way to Bake, poteva forse lasciare spazio a qualche dubbio, il sottotitolo li fuga tutti: ricette classiche aggiornate con gli ingredienti "better-for-you" delle dispense moderne. Dove il Better-for-you, ormai lo sappiamo, suona oggi con la stessa allegria di un rintocco a morte, mentre sfilano in processione farine nere, zuccheri finti, olii estratti dai semi più improbabili (ma l'olivo, simbolo di pace, che male avrà mai fatto?) e vai cosi sulla strada del "voglio morire da sano, costi quel che costi"
Ma, come dicevamo, la Martha è la Martha e - e qui torno seria- lo Starbooks è lo Starbooks: una verifica dei titoli più caldi proposti dagli editori  di tutto il mondo, messi alla prova nelle nostre cucine. Non prendere in considerazione un filone che, ci piaccia o no, ha monopolizzato una fascia di mercato sensibile a queste proposte significa venir meno al nostro compito, per quanto sgradito possa essere. A limitare i danni ci pensano l'argomento (i dolci) e soprattutto quella filona della Martha Stewart, a cui riconosciamo l'onestà di arrivare in ritardo a cavalcare l'onda del salutismo in cucina. Come lo farà, con quanta credibilità e con quali risultati, lo scopriremo nel corso delle prossime tre settimane, con la rassegna di ricette scelte dalla nostra squadra che, con le Redoners di settembre, torna a tenervi compagnia dopo la pausa estiva,  consigliando (e sconsigliando) gli acquisti in libreria per i prossimi mesi. Allacciatevi i grembiuli, quindi, spolverate i salvadanai e seguiteci ancora, con la fedeltà e l'entusiasmo di sempre.
A domani, con la prima ricetta

mercoledì 6 settembre 2017

STARBOOKS REDONE DI SETTEMBRE 2017


Puntuali come la scuola e le piogge rieccoci con l'appuntamento mensile con lo Starbooks Redone.
Questa volta apportiamo qualche modifica al regolamento generale, certe che apprezzerete il nuovo corso.
Il criterio per voi di scelta delle ricette non cambia, ovvero quelle dai libri da noi testati nel corso degli anni.
Quello che cambia è il numero di vincitori: non più tre, ma uno solo.
Perchè questa scelta? Perchè ci siamo rese conto di come sia difficile giudicare un libro da una sola ricetta, spesso non avendolo nemmeno in mano: quindi l'unica vincitrice (o vincitore, mai porre limiti...) ne sceglierà, valuterà e pubblicherà minimo due.
Rimane confermata ovviamente anche la vincita di uno dei nostri gadget.
 Il giudizio sarà di certo più accurato e veritiero, in quel puro spirito Starbooks che sempre è rimasto tale nel corso degli anni.

Quindi ricapitolando:

- avete tempo fino al 27 Settembre compreso per postare le ricette.

- le ricette vanno scelte dai libri già passati per l'esame dello Starbooks, ed il libro del mese in corso resta escluso.

- le ricette, per poter essere giudicate, vanno realizzate esattamente come descritto nel libro. Eventuali modifiche falserebbero il giudizio.

- se avete un blog le pubblicate insieme al link a questa pagina e il banner che vedete sopra, quindi ci lasciate un avviso nei commenti qui sotto.

- se non avete un blog mandate la ricetta ed almeno una foto a lostarbook@gmail.com

In bocca al lupo a tutti e buon lavoro: vi aspettiamo!

PARTECIPANTI