venerdì 16 settembre 2016

A TOMATO CURRY


"Slater imbocca da subito la via della scrittura, consapevole di non essere altro che un appassionato di cucina- e, per giunta, di una cucina casalinga,domestica e quotidiana. La sua non è la missione di chi vuole cambiare le sorti del mondo, firmando proclami e sbandierando invenzioni: semmai, è il dar voce ad un amore sincero e profondo per quello che lo circonda, dalle mele del frutteto di casa al profumo dello stufato che sobbolle sul fuoco", scrive Alessandra presentando il libro del mese, e io non potrei essere più d'accordo.
I Kitchen Diaries sono un godibilissimo diario in cui Slater racconta il suo anno culinario nel susseguirsi dei giorni e delle stagioni.
La ricetta che ho scelto è del mese di settembre, e nell'introduzione lui dice che sono arrivati i primi freddi, il vento rovescia i vasi di rosmarino e la pioggia sferza i vetri e lui ha una gran voglia di curry. I pomodori sembrano estranei al mondo di cumino, zenzero e curcuma, tuttavia la loro dolcezza-asprezza dona una nota in più al curry, portando freschezza e vitalità al calore della salsa. In questo video Slater prepara questo semplice e gustoso curry dal vivo, spiegando la funzione che ogni ingrediente svolge nel crearne l'alchimia di sapori.

E di alchimia di sapori si tratta, in effetti: ho scelto questa ricetta perché ero molto incuriosita dall'insolito abbinamento di spezie e pomodoro. Il risultato non mi ha certo delusa.

A differenza di tutti gli altri autori Inglesi e Americani, che presentano una lista di ingredienti già mondati e pronti per essere cucinati, Slater li presenta all'italiana, "nudi e crudi", e li prepara al momento di cucinare il piatto. Si tratta sicuramente di un modo di cucinare più "andante", quasi casalingo: è esattamente il modo in cui cucino io, anche quando la lista degli ingredienti è presentata con questi già mondati e tagliati. Sarà per questo che mi sono sentita subito così a mio agio con questo libro?

Tra parentesi e in corsivo le mie (poche) variazioni.

CURRY DI POMODORO
Da: Nigel Slater - The Kitchen Diaries III, a Year of Good Eating


Per 4 persone:

2 cipolle medie
3 cucchiai di olio di semi di arachidi (io extravergine di oliva)
4 grossi spicchi d'aglio
1 peperoncino rosso piccante
1 cucchiaino di semi di senape scura
2 cucchiaini di curcuma in polvere
2 cucchiaini di semi di cumino
1 pezzetto (2 cm circa) di zenzero fresco
400 g di polpa di pomodoro in scatola (io pomodori freschi spellati al momento)
8-12 pomodori ramati, grossi ma non enormi
100 g di yogurt greco
(400 ml di acqua)
(Sale)
(Pepe nero)

Sbucciare le cipolle e tritarle grossolanamente, quindi farle cuocere lentamente nell'olio su fiamma bassa-media.
Pelare l'aglio, tagliarlo a fette sottili e aggiungerlo alle cipolle.
Tritare finemente il peperoncino e unirlo, con tutti i semi, alle cipolle.
Aggiungere i semi di senape, la curcuma e i semi di cumino e proseguire la cottura.
Pelare lo zenzero e tagliarlo a fiammifero. Aggiungerlo nel tegame e farlo cuocere brevemente, quindi unire la polpa di pomodoro in scatola, l'acqua, una macinata di pepe nero e il sale.
Aumentare la fiamma e portare al bollore, quindi aggiungere i pomodori ramati, ridurre la fiamma, coprire con un coperchio e portare a cottura per 25-35 minuti, girando i pomodori una o due volte: devono essere morbidi, ma non sfatti. Aggiungere altra acqua se la salsa dovesse addensarsi troppo.

Spingere i pomodori da un lato e versare lo yogurt, mescolando. Far scaldare la salsa mescolando delicatamente, senza farla bollire.
Servire accompagnata con riso o con pane naan caldo.
Questo curry accompagna magnificamente anche piatti di carne o di pesce.


OSSERVAZIONI

Come scrivevo nell'introduzione, il libro è scorrevole e le ricette sono scritte in modo "casalingo", meno tecnico di quello a cui ci hanno abituati i libri di cucina anglosassoni. Qui sale, pepe e acqua non sono citati nell'elenco degli ingredienti, ma compaiono nel corso dell'esecuzione, richiamando un modo di cucinare prettamente casalingo, alla mano, dando per scontata l'aggiunta di ingredienti presenti in tutte le case, tanto che non vale la pena citarli nella "lista della spesa". In un altro libro questa mancanza di precisione mi avrebbe irritato, questo invece è così alla mano, con Slater che si fa compagno di viaggi culinari del suo lettore - anzi, che rende il suo lettore partecipe della sua quotidianità in cucina - da fare apparire naturale il suo stile easy.

Al posto dei pomodori in scatola ho preferito usare quelli freschi, pelati al momento scottandoli in acqua bollente per 30 secondi. Il motivo non è un innato gastrofighettismo, ma il fatto che mi dà fastidio l'odore dei pomodori pelati in scatola. Per anni ho creduto che non mi piacesse la pasta al pomodoro, di cui mi dà fastidio perfino l'odore. Da quando ho partecipato all'MTChallenge sugli spaghetti al pomodoro invece, ho scoperto che non mi piace la pasta al pomodoro di conserva. :-)

Di solito dimezzo di netto le dosi di cumino delle ricette. Questa volta le ho lasciate per intero e non me ne sono pentita: si sente, ma non sovrasta gli altri sapori.

Pomodori, cumino, curcuma e senape in grani: a leggere questa sequenza di ingredienti verrebbe da pensare che facciano a pugni; si fondono invece alla perfezione, e lo yogurt regala quel tocco rinfrescante che amalgama il tutto.

Servito il giorno dopo, questo curry è ancora più buono: i sapori hanno infatti avuto il tempo di fondersi in un insieme che mi viene da definire mellow: dolce, caldo, avvolgente...

Come avrete capito da quanto scritto sopra, per me questa ricetta è assolutamente

PROMOSSA

15 commenti:

  1. Il Nigel mi sta conquistando ricetta dopo ricetta e ancora una volta mi sorprende per la sua semplicità... se andiamo avanti così il Nigel diventerà il mio "Comfort Chef"... ed è pure rilassante seguirlo nella video ricetta.
    Tornando alla soup mi domando se il risultato finale oltre che squisito non sia anche acidulo... perché in quel caso forse sostituirei lo yogurt con la mia tanto amata panna o meglio ancora con della ricotta, che dici Mapi?
    Non mi resta che recuperare i semi di senape scura per poi cimentarmi in quella che potrei definire l'evoluzione della Heinz Tomato Soup.
    Brava Mapi ottima esecuzione, come sempre del resto

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  2. Guarda, nutrivo grossissime perplessità sull'acidità pure io, e sono state fugate al primo assaggio.
    Il giorno dopo era ancora più buono.
    Io non cambierei una virgola a questa ricetta, davvero. Se però il dubbio ti rimane, fai così: prepari la dose intera, poi ne sposti metà in un'altra pentola e metti lo yogurt greco in una e la panna o la ricotta nell'altro.
    Secondo me vince lo yogurt. ;-)
    Un abbraccio!

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    1. La tua risposta mi basta e vada per lo yogurt greco, straGrazie :D
      Ps. ma domani ci sarai allo Sweety? io per qualche ora ma non mancherò...

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    2. Purtroppo domani non posso: ho un inderogabile impegno di famiglia. :-(

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    3. mi inserisco qui perche' il mio commento e' attinente a questa conversazione. Sto iniziando piano piano a conoscere le spezie, impresa per cui non basterebbe una vita intera: dopo due anni di permanenza qui ne so appena qualcosina e ancora non mi avventuro in dosaggi a sentimento, come facevo quando la beata ignoranza regnava sovrana. Questo perche' la cucina indiana compensa la relativa mancanza di materie prime fresche con una serie di dosaggi equiibratissimi e di bilanciamenti perfetti. Ecco, quello che volevo dire e' che, per quel poco che so, con queste spezie l'acido non solo ci sta, ma ci vuole. il cumino chiama l'acido. E bene hai fatto, Mapi, a non ridurne le dosi, perche' altrimenti avresti avuto un piatto sbilanciato. Sembra solo questione di pizzichi, ma come ti dicevo sto imparando che non e' mai cosi. Bravissima come sempre, anche nella spiegazione!

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    4. Grazie di esistere Ale, sei sempre "illuminante" <3

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    5. Ecco sì, grazie di esistere Alessandra.
      Io di spezie non ci capisco niente. Vado a sentimento oppure le applico pedissequamente, così come le vedo indicate nelle ricette. Da quando tu sei a Singapore le evito accuratamente nelle ricette dell'MTChallenge, ma vorrei davvero imparare ancora di più a conoscerle e questo avviene solo usandole consapevolmente nelle ricette collaudate, e leggendo commenti come il tuo.
      Grazie. :-)

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  3. Mapi questo piatto mi ha assolutamente conquistata. Per non parlare di questo libro, per ora. E di Nigel Slater. Tu, mi hai conquistato anni fa ;)

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    1. ...E mi hai conquistata pure tu, con la tua cialtroneria dichiarata che in realtà nasconde conoscenze e competenze che nulla hanno di cialtrone.
      Grazie Stefi!!!!

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  4. Questo è un altro libro da tenere sul comodino, come è successo tempo addietro con Jerusalem del caro vecchio Jotam. E la ragione è proprio quella che tu spieghi così bene e che Alessandra ha raccontato nella presentazione dei Diaries: più che parlare di cucina in senso tecnico, Slater ci porta nella cucina esperenziale, quella che fa parte della vita di tutti i giorni e che per ogni appassionato che si rispetti, ritorna ad affacciarsi nelle nostre vite anche quando in cucina non siamo, semplicemente perché pervade il nostro modo di osservare il mondo. Sulla ricetta posso solo dire che mi è venuta un'immensa voglia di provarla e nella sua facilità, in questo caso l'uso delle spezie non incute il solito terrore. Sul tuo modo di raccontarla, invece, mi sono emozionata.
    Grazie Mapi, è sempre un grande piacere leggerti.

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    1. Penso anch'io che questo libro mi farà compagnia a lungo: troppo belle le ricette, troppo bello il suo modo di scriverle e introdurle. Ne voglio provare un bel po', anche dopo che avremo finito di recensirlo!
      A te un enorme GRAZIE, che viene dal profondo del cuore.

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  5. Sono stata conquistata anch'io da questo piatto, che sa ancora di estate. Condivido la scelta di utilizzare solo pomodori freschi, finché ce ne sono ancora di buoni...
    Grazie, Mapi

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    1. Per me è una questione quasi di intolleranza al pelato conservato, in ogni caso era davvero buono, e lo rifarò spesso.
      Un abbraccio.

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  6. Questa ricetta, oltre ad essere intrigante di suo, è raccontata divinamente da te, Mapi, e va dritta dritta nella mia to-do list.
    Grazie anche ai preziosissimi chiarimenti di Alessandra in fatto di spezie. E' davvero un mondo sterminato, quello, di cui anch'io so veramente pochissimo.
    Bravissima!

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  7. che bella disamina mapi, ma non solo della ricetta, proprio dello spirito del libro, del modo in cui scrive le ricette, dell'idea del cucinar che ci sta dietro.
    questo curry confesso che non mi aveva ispirata granché, e invece mi sa che mi sbagliavo, e pure alla grande! toccherà ricredersi, e sperimentare anche questa.
    Bravissima!

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